Salute

Pollini e muffe: soffre il 40% dei bambini, test molecolari per mappare gli allergeni

Uno degli effetti più evidenti del cambiamento climatico è l’anticipo delle pollinazioni. Piante che in passato iniziavano a rilasciare pollini a metà febbraio oggi possono farlo già a gennaio o, in alcuni casi, persino durante il periodo natalizio. Allo stesso tempo le stagioni allergiche tendono ad allungarsi ben oltre la tradizionale primavera con le graminacee che talvolta hanno una seconda fioritura dopo l’estate.

Il risultato è una stagione allergica che si estende progressivamente con effetti diretti sulla salute dei bambini e con periodi di pausa sempre più brevi per i piccoli allergici.

In Italia le allergie ai pollini sono tra le principali cause di rinite allergica in età pediatrica, ricorda l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Studi sulla popolazione scolastica indicano che la sensibilizzazione ad almeno un allergene aerodisperso riguarda quasi il 40% degli adolescenti, mentre la rinocongiuntivite allergica interessa circa il 18%. Considerando che nel 2024 i bambini tra 0 e 14 anni in Italia erano circa 7 milioni, si stima che i piccoli allergici ai pollini possano essere tra 1,2 e 2,7 milioni e di questi, 7.500 si rivolgono agli ambulatori del Bambino Gesù per allergia ai pollini, mentre altri 2.500 vengono valutati in consulenza allergologica durante ricoveri o visite per altre patologie. Circa 1.000 pazienti sono in trattamento con immunoterapia allergene-specifica.

«Il cambiamento climatico ha modificato completamente il modo in cui osserviamo e gestiamo le allergie ai pollini – spiega Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia del Bambino Gesù -. Le stagioni polliniche sono più lunghe e meno distinguibili tra loro e questo significa che i bambini allergici hanno sintomi sempre più precoci e più prolungati».

Diagnosi più difficili con le stagioni sovrapposte

Questa trasformazione ha conseguenze importanti per la diagnosi, soprattutto nei bambini che spesso sono sensibilizzati a più pollini contemporaneamente. Quando le stagioni polliniche si sovrappongono diventa infatti più difficile individuare il polline responsabile dei sintomi basandosi solo sulla storia clinica del bambino.


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