Piemonte

Pollenzo si ferma per l’ultimo saluto a Carlin Petrini

POLLENZO – Un lungo applauso, il silenzio commosso di migliaia di persone e un addio laico nel luogo simbolo della sua visione. A Pollenzo, fra le mura dell’Agenzia e dell’Università di Scienze Gastronomiche, si sono svolti i funerali di Carlo “Carlin” Petrini, fondatore di Slow Food e figura centrale della cultura gastronomica internazionale.

La commemorazione pubblica si è tenuta nella mattinata di domenica 24 maggio nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, dopo due giorni di camera ardente allestita nella Sala Rossa. Fin dalle prime ore centinaia di persone hanno raggiunto la frazione di Bra per rendere omaggio all’uomo che ha trasformato il concetto di cibo in un tema culturale, sociale e ambientale.

Cerimonia laica

Non un funerale religioso, ma una commemorazione collettiva, proprio come avrebbe voluto lui. Attorno alla famiglia, agli amici e alla comunità di Slow Food si sono ritrovati esponenti del mondo della cultura, dell’enogastronomia e delle istituzioni. Tra i presenti anche Oscar Farinetti, Luigi Ciotti, il presidente di Slow Food International Edward Mukiibi e numerosi rappresentanti del mondo agricolo e produttivo piemontese.

Sulla facciata dell’Agenzia campeggiava il messaggio scelto da Slow Food e dall’Università di Pollenzo: “Ciao Carlin, ti vogliamo bene. Le tue idee ci guideranno”. Una frase che sintetizza l’eredità lasciata dal fondatore del movimento nato a Bra negli anni Ottanta e diventato una rete mondiale impegnata nella difesa del cibo “buono, pulito e giusto”.

A Bra lutto cittadino

Per l’occasione il Comune di Bra ha proclamato il lutto cittadino, con bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici e la sospensione delle attività istituzionali durante la cerimonia.

In queste ore continuano ad arrivare messaggi di cordoglio da tutto il mondo. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato come Petrini abbia contribuito a creare “una nuova consapevolezza della cultura del cibo e della sua produzione”, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo ha definito “un visionario e un innovatore”.

La famiglia e la comunità di Slow Food hanno inoltre invitato chi desidera ricordarlo a sostenere due progetti particolarmente cari a Petrini: gli “Orti in Africa” e le borse di studio per gli studenti africani dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Un modo concreto per proseguire il lavoro di chi aveva fatto della biodiversità, della sostenibilità e della cultura del cibo una missione globale.

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