Polizze catastrofali, Confcommercio: “Proroga discriminatoria”
Grosseto. Il 2026 si è aperto con una criticità normativa che rischia di generare una profonda sperequazione nel tessuto imprenditoriale della Maremma e dell’intero Paese.
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del cosiddetto “Decreto Milleproroghe” lo scorso 31 dicembre, il Governo ha concesso un ulteriore slittamento al 31 marzo 2026 per l’obbligo di stipula delle polizze assicurative contro le calamità naturali, ma limitandolo esclusivamente ai settori della pesca, dell’acquacoltura, del turismo e della somministrazione.
Confcommercio Grosseto resta fortemente perplessa per questa scelta “a macchia di leopardo” che, di fatto, esclude migliaia di imprese del commercio al dettaglio, dei servizi e delle professioni, per le quali l’obbligo è invece scattato in maniera inderogabile dal Primo gennaio scorso.
“Ci troviamo di fronte a una palese ed esplicita discriminazione tra categorie economiche – afferma con determinazione il direttore di Confcommercio Grosseto, Gabriella Orlando –. Non è comprensibile che aziende che operano fianco a fianco, condividendo gli stessi rischi territoriali, siano trattate in modo differente dal legislatore. Chiediamo al Governo e al Parlamento di correggere tempestivamente questa stortura in sede di conversione del decreto, estendendo la proroga a tutto il registro delle imprese. Un’amministrazione attenta deve saper ascoltare il grido di chi, ogni giorno, si confronta con costi fissi insopprimibili e una burocrazia sempre più asfissiante”.
Oltre alla disparità di trattamento, l’associazione di categoria mette in rilievo contro le criticità strutturali della legge istitutiva. Nonostante le ripetute segnalazioni, l’attuale impianto normativo obbliga le imprese a coperture assicurative che spesso non includono gli eventi atmosferici più frequenti e devastanti per il nostro territorio, come le “bombe d’acqua”.
“L’obbligo così concepito appare più come un ulteriore onere burocratico e finanziario che come un reale strumento di tutela – sottolinea il direttore Gabriella Orlando –. Assicurarsi è un atto di responsabilità, ma la norma deve essere sostenibile e, soprattutto, utile. Imporre coperture assicurative che escludono i rischi più ricorrenti del cambiamento climatico è un controsenso che penalizza il ceto produttivo. La nostra struttura è già al lavoro per fornire supporto tecnico alle imprese associate, alle quali peraltro possiamo già offrire soluzioni a costi agevolati. E’ tuttavia fondamentale che le istituzioni nazionali comprendano che il tempo delle soluzioni ‘tampone’ o parziali è finito. Serve coerenza per rimettere al centro la fiducia di chi fa impresa”.
Confcommercio Grosseto continuerà a presidiare la questione nelle sedi competenti, affinché il principio “stesso mercato, stesse regole” torni ad essere il pilastro di ogni intervento legislativo che riguardi il mondo del lavoro.
Source link




