Umbria

Polizia israeliana vieta l’accesso al Santo Sepolcro al cardinale Pizzaballa, solidarietà da Proietti e Ferdinandi


Nella mattinata di oggi la polizia israeliana ha impedito l’accesso al Santo Sepolcro al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa e a padre Francesco Ielpo, custode della chiesa del Santo Sepolcro, mentre si stavano recando a celebrare la messa per la Domenica delle Palme.

Il fatto ha suscitato reazioni immediate sia nel mondo della politica che delle istituzioni nazionali. Anche l’Umbria, in particolare la presidente della Regione Stefania Proietti e la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, ha espresso profonda vicinanza e solidarietà per quanto accaduto. 

“E’ di una gravità inaudita impedire al cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, di celebrare la messa al Santo Sepolcro. Questa mattina si è verificato un fatto inaccettabile, la violazione della libertà di culto della dignità dei cristiani. Un fatto senza precedenti avvenuto nel luogo più sacro della cristianità mondiale” dichiara la presidente Proietti. “Il gesto di questa mattina colpisce il diritto e il ruolo delle comunità religiose, umiliando milioni di cristiani e mortificando la città di Gerusalemme, simbolo universale della pace. Siamo vicini alla comunità cristiana che si trova in Terra Santa già colpita duramente da un conflitto che da tempo è teatro di atrocità e di vittime innocenti” ha sottolineato la presidente che ha anche rivendicato l’impegno dell’Umbria a sostegno della libertà di culto “chiediamo a gran voce, dall’Umbria terra di pace, che sia ristabilita immediatamente la libertà di culto religioso e che al più presto tacciano le armi”. 

Vicinanza è stata espressa anche dalla sindaca di Perugia Ferdinandi: “Esprimo piena solidarietà e sincera vicinanza al cardinale Pierbattista Pizzaballa e a padre Francesco Ielpo, ai quali oggi la polizia israeliana ha impedito l’ingresso al Santo Sepolcro mentre si recavano a celebrare la liturgia della Domenica delle Palme. È un fatto grave e inaccettabile, che colpisce la libertà di culto e il rispetto dei luoghi santi”. La delegata alla pace ANCI – Perugia, città della pace, ha espresso vicinanza all’intera comunità cristiana di Terra Santa. “In giorni così significativi, ostacolare l’accesso alla preghiera e ai luoghi santi è inaccettabile. Israele rimuova questa limitazione e ripristini pienamente il rispetto della libertà religiosa e della dignità dei luoghi santi, condizioni essenziali per ogni autentico cammino di pace” ha ricordato. “Da Perugia arriva anche un messaggio di vicinanza a coloro che, in un tempo di estrema difficoltà per la popolazione, continuano a custodire la possibilità del dialogo e della fraternità”. 


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