Toscana

Polemica su farmaci israeliani gettati


È stato condiviso su X e ha subito fatto scalpore, scatenando un intenso dibattito politico e l’indignazione di molti. Si tratta di un video in cui due operatrici sanitarie della Casa della Salute di Pratovecchio Stia prima gettano in un cestino dei rifiuti alcuni farmaci prodotti da un’azienda israeliana. Si tratta di un’azione simbolica di protesta contro quanto sta accadendo a Gaza. Ma che i medicinali siano stati gettati davvero o per finta, poco importa: è stato il gesto messo in atto all’interno di una struttura pubblica a indignare molte persone, scatenando una pioggia di commenti e un’accesa polemica politica. 

Nel pomeriggio medico e infermiera hanno girato un nuovo video nel quale hanno spiegato le motivazioni e chiarito che si trattava solo “di un gesto simbolico a favore della pace” e che “nessun farmaco è stato buttato”. Poi le scuse: “Chiediamo scusa per tutte le persone che si sono sentite offese dal nostro video. Era un gesto simbolico volto alla pace. Non volevamo offendere nessuno, né coinvolgere l’azienda”. Intanto la Asl sta indagando sull’accaduto.

Il dibattito politico sui social

“Sono sconcertata dal video virale che mostra una dottoressa e un’infermiera della Casa della Salute di Pratovecchio Stia (Arezzo) gettare nel cestino scatole di medicinali salvavita di un’azienda israeliana – ha commentato sulle sue pagine istituzionali l’onorevole Debora Bergamini di Forza Italia -. Al di là del gesto simbolico – non sappiamo se i farmaci siano stati davvero buttati – questo gesto invia un messaggio chiaro di boicottaggio contro Israele, e non possiamo accettarlo. Non è certo questo il modo di difendere i diritti del popolo palestinese”.

Una posizione condivisa da Bernardo Mennini segretario provinciale di Forza Italia (e candidato capolista alle elezioni regionali) e dall’intero coordinamento provinciale del partito. 

“Quando si è dipendenti di una struttura pubblica – spiega sul suo profilo Facebook Mennini – non si può e non si deve mettere in atto qualsivoglia protesta ideologica mediante la distruzione, come sembrerebbe di capire da un video virale on line, di farmaci curativi in carico al sistema sanitario nazionale e pertanto pagati con soldi pubblici. A prescindere se sia vero o no che siano stati distrutti, è un atto comunque odioso quello compiuto da questi operatori, che danneggerebbe i cittadini che necessitano di cure e arreca, certamente, un pesante danno di immagine alla sanità pubblica che invece è composta da tantissime donne e uomini che lavorano ogni giorno, bene e con grande professionalità per garantire cure e sostegno ai malati. Auspico a valle di una analisi dell’ accaduto, la massima severità da parte della azienda sanitaria e delle autorità competenti, nei confronti di atteggiamenti come questi”.

Sulla vicenda è intervenuta anche Elisa Tozzi, consigliera regionale di Fratelli d’Italia. “Farmaci scaduti? Assolutamente no. Nuovi e ancora perfettamente utilizzabili.  Un gesto tanto folle quanto molto grave. Tra l’altro in una regione come la Toscana che ha visto (nei primi mesi del 2025) aumentare la spesa per i farmaci di oltre il 5% in un solo anno. Ovvero, circa 90 milioni di euro in più. Compromettere la vita e la salute dei propri pazienti per una campagna di boicottaggio contro Israele è semplicemente inaccettabile. Le battaglie ideologiche vengano combattute lontane da ospedali e ambulatori”.

Gli accertamenti della Asl

Sempre nel pomeriggio la Asl Toscana Sud Est, in una nota, ha annunciato che verranno svolte delle indagini interne. “Relativamente al video diffuso sui social la Asl Toscana sud est precisa di essersi già attivata per ricostruire l’accaduto e si riserva di intraprendere ogni azione utile a tutela della propria immagine e del personale che, ogni giorno, opera con impegno, dedizione e correttezza. La Asl Tse sottolinea inoltre che le riprese effettuate all’interno di un ambiente aziendale non sono state in alcun modo autorizzate né condivise. Le persone riprese nel video sono un medico di medicina generale e un’infermiera dipendente di una cooperativa”.

Ultimo aggiornamento ore 18,50


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