Polemica scuola e pedagogia, ANPE replica a Canfora: le dichiarazioni sono “prive di fondamento scientifico” e dannose per il dibattito

L’Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani (ANPE) replica alle critiche attribuite al professor Canfora, definendo tali affermazioni “prive di fondamento scientifico”. La presidente Grassi difende il valore della pedagogia e respinge le “narrazioni che delegittimano una professione”, invitando a un confronto serio basato sui dati e non su “polemiche divisive”.
Il dibattito scolastico si riaccende dopo le parole del professor Luciano Canfora, che avrebbe puntato il dito contro i pedagogisti accusandoli di aver impoverito la scuola con teorie astratte. L’Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani (ANPE) interviene con una nota per chiarire la propria posizione e difendere il ruolo delle scienze dell’educazione. Secondo l’associazione, contrapporre lo studio delle materie ai metodi educativi è un errore che non aiuta la scuola, ma crea solo confusione.
“In relazione alle recenti dichiarazioni attribuite al professor Luciano Canfora e diffuse da alcuni organi di informazione e piattaforme online, nelle quali i pedagogisti vengono descritti come responsabili di un presunto impoverimento dell’istruzione scolastica e accusati di mascherare i problemi della scuola con teorie astratte, l’ANPE – Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani ritiene doveroso intervenire pubblicamente. Tali affermazioni, per come circolano nel dibattito mediatico, risultano generalizzanti, prive di fondamento scientifico e dannose per un confronto serio e costruttivo sul futuro della scuola italiana.”
L’associazione sottolinea come la pedagogia moderna sia una disciplina solida, basata su ricerche internazionali e studi scientifici, incluse le neuroscienze. L’obiettivo dei pedagogisti non è svalutare la conoscenza dei contenuti, bensì migliorare il modo in cui questi vengono insegnati. Anche quando si critica il “nozionismo”, l’intento è superare un insegnamento passivo per favorire una comprensione vera e profonda da parte degli studenti.
“Anche il termine ‘nozionismo’, frequentemente evocato in senso polemico, non rappresenta una svalutazione del sapere, ma una categoria critica storicamente utilizzata per indicare modelli didattici esclusivamente trasmissivi, incapaci di favorire comprensione profonda, pensiero critico e trasferimento delle conoscenze. La pedagogia non si oppone alle conoscenze, ma ne promuove un uso significativo e duraturo. I pedagogisti, lungi dal costituire una ‘setta’ o un corpo ideologico, operano quotidianamente nella scuola e nei servizi educativi con strumenti professionali riconosciuti.”
La Presidente Maria Angela Grassi respinge l’idea che la categoria sia un ostacolo per l’istruzione. Al contrario, il lavoro dei pedagogisti è fondamentale per combattere l’abbandono scolastico e aiutare gli alunni con difficoltà. Per questo l’ANPE invita a smettere con le polemiche e chiede un confronto serio, basato sui dati reali e sul rispetto tra chi insegna le discipline e chi si occupa di educazione.
“Come Presidente nazionale dell’ANPE, respingo con fermezza narrazioni che delegittimano una professione e una disciplina scientifica sulla base di semplificazioni o slogan. La scuola italiana ha bisogno di alleanze culturali, non di polemiche divisive. L’ANPE rinnova pertanto la propria disponibilità a un confronto pubblico, serio e documentato, fondato sui dati della ricerca e sul rispetto reciproco tra saperi umanistici e scienze dell’educazione, nella convinzione che solo un dialogo informato possa contribuire realmente al rafforzamento del sistema scolastico del nostro Paese.”
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