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Pogacar e la nuova maglia: “Si prega di non disturbare”. La corsa al contrario del campione sloveno


I danni collaterali dell’onnipotenza. Tadej Pogacar è apparso durante un allenamento in bici a Montercarlo con la compagna Urska Zigart e altri corridori – c’era anche Davide Formolo – con indosso una maglia piuttosto significativa sul suo stato d’animo attuale, non lontano da quello offerto al pubblico e ai media durante la seconda parte del Tour. Dominato, tra l’altro.

La scritta sulla maglia

“Si prega di non disturbare” ha fatto scrivere il campione del mondo sulla sua maglietta, con messaggi che invitano a non scattare selfie o chiedere foto. Non è la prima volta che Poga?ar si allena con una maglia “neutra”, preferita a quella (riconoscibilissima) di campione del mondo. Pogacar è condannato a non poter pedalare nell’anonimato. Il sorriso è il suo, proverbiale. Lo spirito, chissà. Il criterium organizzato nella sua Komenda, a metà agosto, è stato un successo clamoroso, con centinaia di migliaia di tifosi arrivati in quel minuscolo angolo della Slovenia per applaudire quello che è già uno dei più grandi di sempre. Pogacar è stato avvistato lo scorso fine settimana anche durante una delle tappe del Tour de Romandie femminile, in bici e maglia anonima a bordo strada, da tifoso di Urska Zigart, beffata nell’ultima tappa della breve corsa a tappe svizzera da Elise Chabbey.

Over-Pogi

Pogacar sta vivendo una fase di notorietà senza precedenti, ma anche un periodo di dubbi. La rinuncia alla Vuelta per “fatigue” già arrivata all’indomani della vittoria nel suo quarto Tour de France è coincisa con affermazioni sibilline sul suo futuro: “Oltre il ciclismo c’è altro nella vita”, Arriverò sicuramente a Los Angeles 2028, poi non so”. Non si tratta di bournout, lui lo esclude, ma la routine ritiro-corsa inizia a stare stretta al campione sloveno, condannato (felicemente) sempre e comunque a vincere ogni volta che mette un numero sulla schiena. Lo rivedremo in gara non prima del 12 settembre, a Montreal. Il focus di Pogacar è sul Mondiale di Kigali (28 settembre) e, una settimana più tardi, sul Campionato d’Europa nell’Ardeche, in Francia. Infine il Lombardia (11 ottobre), dove insegue il quinto successo di fila. Eguaglierebbe il record di Coppi e farebbe un ulteriore passo verso l’immortalità. Ma non è esattamente quello che muove e infiamma lo sloveno, a cerca di sfide sempre nuove. Nel 2026 i grandi obiettivi saranno Sanremo e Roubaix. E poi, chissà, il quinto Tour. Ma anche su quello Pogacar è stato sibillino.


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