Podini: «La chiusura del caso Twenty? Un sollievo per i lavoratori» – Cronaca
BOLZANO. La chiusura del caso Twenty? «Che sia un nuovo inizio anche per la città». Lo dice il sindaco Claudio Corrarati. Il quale aggiunge: «Un atto di responsabilità, che ora ci impegna a lavorare per tutto il commercio e non solo per i grandi centri della distribuzione». E Giovanni Podini: «Un sollievo non per me, ma per le centinaia di collaboratori e le loro famiglie. Il Twenty non è vendita e basta, rappresenta uno snodo anche sociale». Certo, ci si è avviati verso la conclusione di un lungo contenzioso.
«Sono più di 13 anni che si lotta per non far abbattere un centro commerciale che è ormai identità urbana. Adesso? Stiamo lavorando per gestire le nostre licenze in stand by e per rispettare il contenuto dell’intesa», riferisce Podini. Sono infatti le licenze (attivate o “dormienti”) e la loro redistribuzione tra gli altri due soggetti imprenditoriali in campo, Aspiag e gruppo Tosolini con il suo Centrum, uno degli elementi che hanno contribuito a sbloccare la battaglia giudiziaria e amministrativa che ha segnato dal 2012 i rapporti tra politica e grande distribuzione.
Verso l’accordo
La svolta è arrivata martedì durante la seduta della commissione legislativa provinciale impegnata nell’esame della manovra di bilancio 2026 della Provincia. È stato approvato l’emendamento del presidente Arno Kompatscher, che pone le basi legislative per l’accordo tra i big impegnati nel contenzioso sul Twenty.
Accertata l’illegittimità delle delibere del 2011-2012 che hanno portato all’ampliamento del centro commerciale, per uscire dal contenzioso avviato da Gruppo Tosolini (Centrum) e Aspiag (a Provincia e Comune richieste di risarcimento da decine di milioni), il disegno di legge provinciale introduce nel Codice del commercio provinciale la fattispecie giuridica dell’«accorpamento tra strutture di vendita al dettaglio». Dal Twenty si sposteranno licenze operative oppure non ancora attivate. Su questa base i tre gruppi coinvolti hanno siglato una lettera di intenti che è alla base della pace: se le cose andranno come previsto, verranno ritirate tutte le cause pendenti (a dicembre è prevista una nuova udienza in Corte di Cassazione).
La soddisfazione di Kompatscher
Kompatscher, riferisce, ha lavorato «molto intensamente con il segretario generale Eros Magnago e la dottoressa Manuela Defant».
La giunta provinciale, prosegue, «ha ereditato questa situazione che risale al 2012, dichiarata illegittima dai giudici, con previsione di pesanti risarcimenti. Ci siamo mossi per chiudere la vertenza, tenendo presente l’obiettivo della tutela dell’interesse collettivo e del piccolo commercio. Nessuno può dirsi vincitore, ma la vicenda sarà presto chiusa».
Le licenze
La contropartita che riguarda il trasferimento di marchi e concessioni sarà attivata da qui ai prossimi mesi e diverrà la cartina di tornasole di una possibile nuova stagione nei rapporti tra i tre grandi gruppi bolzanini. Possibile che Aspiag, ecco una ipotesi in campo, possa usufruirne sui terreni nei pressi del suo Interspar a Bolzano sud. Per il Centrum, invece, significa tranquillità di prospettiva. Il Comune a sua volta, insieme alla Provincia, era vissuto in questi anni sotto la cappa di una minacciata azione risarcitoria ai suoi danni di svariate decine di milioni di euro. Il ritiro di questa azione civilistico-amministrativa dischiude, in sostanza, ad una serie di possibili iniziative anche urbanistiche e dà la stura anche all’avvio di strategie congiunte politica-commercio in grado di liberare il campo da asimmetrie tra grande e piccola distribuzione.«Adesso è il momento di dare sostanza alle promesse di rivitalizzazione dei quartieri», commenta Elena Bonaldi.
La presidente di Confesercenti si rifà ad una serie di intese sommarie, soprattutto con la Provincia come interlocutore, che dovrebbero mirare a «progetti strutturali e impattanti per i rioni». E, dunque, soprattutto per il piccolo commercio anche di vicinato. Su questo Corrarati spezza una lancia: «La chiusura del contenzioso sul Twenty deve corrispondere ad un rinnovato impegno per proteggere e rilanciare i negozi di quartiere. E non solo».
Sia il Comune che Confesercenti paiono non guardare esclusivamente ad una serie di sostegni generici («o a pioggia» ribatte Bonaldi), ma mettono al centro anche interventi visibili su piazze e strade, soprattutto quelle che negli ultimi decenni hanno sofferto la concorrenza della grande distribuzione da un lato e la difficoltà degli esercenti di costruire un futuro di profitti in un contesto che manca di eventi organizzati, maggior decoro urbano, inserimento di attività non solo commerciali ma anche culturali.La sensazione è che, sbloccato questo lunghissimo contenzioso, stiano venendo al pettine emergenze da tempo presenti nel tessuto urbano e che la politica abbia ora gli strumenti , anche di tipo partecipativo nel senso di rapporti con il mondo economico e commerciale, per rilanciare anche il settore della piccola distribuzione.




