Marche

Pnrr, i cantieri conclusi al 67% ma le grandi opere arrancano. Strutture sanitarie, scuole e asili le voci più in ritardo nelle Marche

ANCONA Un mega-pacchetto di finanziamenti da oltre 5 miliardi di euro. Una pioggia di fondi distribuita tra le 5 province e declinata su più di 15mila progetti. Di questi, 832 sono gestiti dalla Regione in qualità di soggetto attuatore. È la traduzione in numeri del Piano nazionale di ripresa e resilienza declinato sulle Marche.

 

Per cosa si spende

Le voci finanziate vanno dai lavori pubblici – 2,8 miliardi in totale, di cui poco più di un miliardo è stato investito sul potenziamento ed il raddoppio ferroviario della Orte-Falconara- all’acquisto di beni e servizi. Tra i capitoli di spesa più cospicui, ci sono l’efficientamento energetico e la riqualificazione degli edifici da 950.208.496 euro (il 17,7% della torta complessiva) ed il potenziamento dell’offerta di servizi d’istruzione, dagli asili nido all’università, con 725.950.002 euro all’attivo (13,5%).

La classifica

Segue a distanza il terzo settore, con 490.060.781 euro (9,15%) per infrastrutture sociali per famiglie e comunità. E ancora: digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo (356.459.840 euro); tutela del territorio e della risorsa idrica (352.458.614 euro); reti prossimità, strutture e telemedicina per assistenza sanitaria (254.360.146 euro, la voce che comprende anche le Case e gli Ospedali di comunità). E questo solo per citare i capitoli che cubano più soldi. Un’iniezione di liquidità senza precedenti per rimettere in moto l’Italia dopo la battuta d’arresto causata dallo tsunami Covid.

Come procede

Consultando il portale Easy Pnrr attivato dalla Regione per mappare i lavori, si può vedere come il territorio abbia avviato 15.323 progetti per un valore di 3,3 miliardi di euro. Del totale, il 67,74% dei cantieri risulta concluso mentre il 32,25% in corso. I lavori in fase di collaudi, invece, si fermano all’8%. E qui arriva l’elemento che rende il Pnrr una grana: entro il 31 agosto bisognerà aver raggiunto tutti i traguardi e gli obiettivi previsti nel Piano, e aver caricato i certificati di collaudo sulla piattaforma ReGiS. Le richieste di pagamento, invece, possono essere presentate fino al 30 settembre. Manca dunque una manciata di mesi per centrare la deadline ed evitare così di perdere quelle preziose risorse arrivate dall’Unione europea.

Dov’è l’intoppo

Sebbene il quadro generale restituisca numeri confortanti (ben oltre la metà dei cantieri è già concluso) sono le maxi opere a destare più di un dubbio. Alcune sono ben lontane dall’essere completate: basti pensare alle Case e agli Ospedali di comunità, con strutture a fortissimo rischio (in primis quella di Jesi). Tra le opere in corso ci sono anche tutti e 4 gli interventi sulla Orte-Falconara (con i cantieri che tuttavia stanno procedendo spediti) e 1.600 progetti dei 1.900 totali riguardanti il potenziamento di asili nido e università. Ovvero i segmenti destinatari delle fette più grandi della torta di investimenti.

Al palo

Consultando il portale EasyPnrr si può osservare come alcune voci siano invece proprio alle battute iniziali: un progetto ancora da attivare, quello della palestra scolastica a Grottazzolina, con riparazione delle infiltrazioni alla copertura a seguito dell’alluvione maggio 2023; 43 progetti sono alla stipula del contratto (tra cui quelli per la didattica digitale e molti degli interventi straordinari contro l’abbandono scolastico). Il progetto di rimozione delle barriere fisiche all’Archivio di Stato di Ascoli risulta in fase di pubblicazione dell’appalto. E in 492 casi, i progetti sono alla fase dell’esecuzione dei lavori. È vero che manca ancora qualche mese – al netto della proroga per la quale si sta negoziando con l’Europa – ma adesso serve uno scatto finale. Non passerà tanto presto un treno di risorse importante come quello del Pnrr. Vietato farlo deragliare.




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