Pluribus, Rhea Seehorn rivela di aver firmato prima di aver letto gli script: “Mi fido ciecamente di Gilligan”
Nel mondo dello spettacolo, dove ogni contratto viene scrutinato da squadre di agenti e avvocati, dove ogni virgola di una sceneggiatura può fare la differenza tra un capolavoro e un flop, Rhea Seehorn ha fatto qualcosa di apparentemente folle: ha firmato per il ruolo principale di Pluribus senza mai aver letto una riga dello script. Una decisione che potrebbe sembrare incosciente, ma che in realtà racconta una storia di fiducia professionale costruita in oltre un decennio di collaborazione.
L’attrice, che ha recentemente conquistato il premio come Miglior Attrice in una Serie Drammatica ai Critics’ Choice Awards, ha rivelato questo retroscena sorprendente durante un’intervista. La ragione dietro questa scelta così audace ha un nome e un cognome: Vince Gilligan. Il creatore di Breaking Bad e Better Call Saul, le due serie che hanno ridefinito la televisione americana degli ultimi quindici anni, rappresenta per Seehorn una garanzia assoluta. “Onestamente, andrò ovunque Vince voglia portarmi“, ha dichiarato senza esitazioni.
Quando Gilligan l’ha contattata per parlarle di Pluribus, le ha semplicemente detto di aver scritto un ruolo specificamente per lei, ma di non essere ancora pronto a condividere la sceneggiatura. La risposta dell’attrice è stata immediata e inequivocabile: sì. Niente domande, niente trattative, nessuna richiesta di leggere almeno un sommario della trama. Solo fiducia cieca in una visione creativa che aveva già dimostrato di saper trasformare personaggi complessi in icone culturali.
In Pluribus, serie disponibile su Apple TV+, Seehorn interpreta Carol Sturka, una scrittrice di romanzi rosa che si ritrova immune a un virus alieno capace di trasformare miliardi di persone in esseri stranamente felici e irragionevolmente positivi. La premessa, tanto bizzarra quanto affascinante, viene riassunta dalla piattaforma streaming con una frase che suona quasi come un paradosso: “La persona più infelice della Terra deve salvare il mondo dalla felicità“. Un concept che porta la firma inconfondibile di Gilligan, capace di ribaltare le aspettative e di giocare con i toni tra commedia nera, fantascienza e dramma esistenziale.
Gilligan ha descritto Carol come “un’eroina tormentata e imperfetta“, aggiungendo che il personaggio sta facendo del suo meglio per salvare il mondo dal virus alieno nonostante le sue lotte personali. Un ritratto che sembra cucito addosso al talento di Seehorn, già capace di dare vita a Kim Wexler in Better Call Saul, un personaggio stratificato che ha conquistato critica e pubblico proprio per la sua complessità morale e psicologica.
Durante la prima giornata di lavoro sul set di Pluribus, Gilligan ha fatto un’osservazione che ha colpito profondamente l’attrice. “Abbiamo lavorato insieme per dieci anni“, ha detto il creatore con tono riflessivo. Inizialmente Seehorn non ci credeva, pensava stesse esagerando o che il calcolo fosse sbagliato. Poi ha fatto i conti: includendo tutto il periodo di Better Call Saul, erano effettivamente passati oltre dieci anni di collaborazione professionale. “È stato molto da elaborare“, ha ammesso l’attrice, ancora visibilmente commossa dal peso di quella rivelazione.
Avere un ruolo scritto appositamente per sé da quello che considera “uno dei migliori sceneggiatori televisivi, probabilmente semplicemente uno dei migliori scrittori di tutti i tempi della nostra generazione“ è qualcosa che Seehorn sta ancora cercando di metabolizzare. Il fatto che Gilligan abbia riposto in lei una fiducia così profonda da creare un’intera serie attorno al suo talento è, nelle sue parole, “molto da assorbire“. Un sentimento comprensibile, considerando che stiamo parlando dell’uomo che ha creato Walter White e Jesse Pinkman, che ha dato vita all’universo di Breaking Bad e che ha dimostrato una capacità quasi soprannaturale di costruire narrative complesse e personaggi indimenticabili.
La relazione professionale tra Seehorn e Gilligan rappresenta uno di quei rari casi in cui la sintonia creativa trascende il singolo progetto. È il tipo di collaborazione che si costruisce nel tempo, basata su rispetto reciproco, comprensione artistica e sulla capacità di sfidare l’uno i limiti dell’altra. Gilligan sa esattamente cosa Seehorn può offrire come attrice, conosce il suo range emotivo, la sua capacità di passare dal dramma alla commedia con naturalezza disarmante, la sua abilità nel rendere credibili personaggi che sulla carta potrebbero sembrare impossibili.
Per Seehorn, questa è l’opportunità di dimostrare ancora una volta perché è considerata una delle attrici più talentuose della sua generazione. Dopo aver dato vita a Kim Wexler, un personaggio che molti considerano il vero cuore morale di Better Call Saul, l’attrice si trova ora a dover portare sulle spalle un’intera serie, a essere il centro gravitazionale attorno al quale ruota questa storia bizzarra e profonda al tempo stesso.
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