Emilia Romagna

Playing God: il corto bolognese nella corsa agli Oscar 2026


Dalla bottega artistica sotto i portici al sogno hollywoodiano. Playing God, cortometraggio animato in stop-motion nato interamente a Bologna, è ufficialmente in corsa per gli Oscar 2026. L’opera, diretta dal bolognese Matteo Burani (classe 1991), si trova in lista tra i 113 corti internazionali che in questi giorni sono sottoposti al giudizio dei membri dell’Academy. La votazione attende ora la definizione della shortlist dei 15 finalisti, la cui pubblicazione è prevista il 16 dicembre.

Le ispirazioni artistiche: tradizione e innovazione

Matteo Burani cita apertamente come fonte primaria di ispirazione il celebre Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca, conservato nella chiesa di Santa Maria della Vita. “È una delle mie sculture preferite”, ha raccontato il regista. A questa radice culturale bolognese si affiancano i grandi maestri e miti dell’animazione internazionale che hanno influenzato il regista e i suoi compagni di liceo artistico. Le atmosfere di Wallace & Gromit, le suggestioni dark de Nightmare Before Christmas e i primi, poetici film dello studio Laika, autore di Coraline, sono esplicitamente richiamati come fonti che si intrecciano con il gusto personale e le scelte stilistiche del cortometraggio.

Lavorazione artigianale e dedizione bolognese

L’avventura di Playing God nasce dall’iniziativa di un trio originario di Bologna: oltre a Matteo Burani, Arianna Gheller e Rodolfo Masedari, uniti fin dai tempi del liceo. Il progetto ha richiesto ben sette anni dedicati alla raccolta fondi, alle sperimentazioni e alla meticolosa realizzazione manuale all’interno del laboratorio Studio Croma. Il risultato finale è un body horror poetico in stop-motion, animato attraverso oltre 60 pupazzi in terracotta alti 58 centimetri, ognuno dotato di armature meccaniche. Gli oggetti sono stati interamente scolpiti da Gheller, che ha modellato e dettagliato lacrime, imperfezioni e ferite sulle figure, trattando la materia come fosse viva.

Una trama densa di emozioni e un messaggio universale

La storia narra di uno scultore ossessionato dall’ideale della perfezione umana, che, una volta incapace di raggiungerla, decide di abbandonare la sua creatura. La statua, privata del suo creatore, intraprende un disperato tentativo per raggiungerlo, ma termina con l’autodistruzione. Trova però conforto tra le altre opere respinte, simili a lei nelle loro imperfezioni. Burani ha dichiarato: “Mi affascina la materia che resiste alla forma imposta”. Ha proseguito dicendo: “Il cuore della storia è diventato il rapporto tra le creature imperfette”. Questi elementi esaltano un messaggio universale di accoglienza e solidarietà tra chi si sente diverso o inadeguato.

Riconoscimenti e precedenti che accendono la speranza

Prima di essere selezionato per l’Academy, Playing God ha già ottenuto premi di rilievo internazionale. Ha conquistato la vittoria sia al prestigioso Tribeca Film Festival, sia all’Animayo Film Festival nelle Canarie. C’è inoltre un dettaglio che fa ben sperare la squadra bolognese: il corto vincitore ad Animayo 2024, In the Shadow of the Cypress, si è laureato vincitore dell’Oscar nel marzo 2025. Questo precedente incoraggia la produzione, rafforzando l’idea che un percorso simile sia effettivamente possibile per una produzione italiana.

Sotto i riflettori di Hollywood: incontri con i grandi dell’animazione

Il produttore italiano Rodolfo Masedari ha portato il film direttamente a Los Angeles, per presentarlo nei luoghi simbolo dell’animazione mondiale. Le major come Pixar, Netflix, Disney, Sony, DreamWorks e Warner sono state le tappe di questa promozione. “Entrare in questi studi non da turista, ma per presentare il mio film, è già come avere vinto”, ha raccontato con emozione. Tra i momenti più intensi del viaggio si contano i complimenti ricevuti da Guillermo Del Toro, il quale ha detto di essersi “molto emozionato”, e l’incontro diretto con John Musker, leggendario regista Disney di La Sirenetta, Oceania e Hercules. Quest’ultimo si è dichiarato stupito di fronte alla produzione totalmente indipendente del corto, chiedendo: “Come avete fatto a fare tutto da soli?”.

L’attesa per la shortlist: appuntamenti e speranze

Il cammino verso l’Oscar segue un calendario serrato: tra l’8 e il 12 dicembre si terranno le prime votazioni dell’Academy, seguite dall’annuncio ufficiale della shortlist dei 15 finalisti il 16 dicembre. Solo il 22 gennaio sarà completata la selezione dei cinque corti che arriveranno all’ultima fase della competizione. Mai come questa volta, la concreta possibilità che un cortometraggio interamente prodotto a Bologna valichi la soglia della notte degli Oscar appare vicina e carica di entusiasmo sia per i professionisti coinvolti che per la città.

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