Platea esce mentre entra la protagonista di “Viola(ta)”: “L’indifferenza ha fatto male”

BRINDISI – Ha ragione Vito Alfarano: l’altra sera al Nuovo Teatro Verdi quasi tutti gli spettatori hanno dato vita, involontariamente, a un’immagine potente. Al termine del dibattito sul referendum, è andato in scena “Viola(ta)”. I posti erano tutti occupati, si assisteva anche in piedi. L’incontro ha saputo calamitare l’attenzione. Sia i sostenitori del “sì” che quelli del “no” se ne sono andati soddisfatti. Alcuni, molti, se ne sono andati troppo presto. E hanno voltato le spalle alla danzatrice Aurora Zammillo, che si dirigeva dalla platea verso il palco. L’hanno ignorata. Hanno ignorato la violenza di genere, hanno violato l’arte. Un’immagine potente, appunto.
Il coreografo Alfarano ha raccontato la scena in uno “sfogo” su Facebook. Ha ricordato che tra il pubblico c’erano “giornalisti, magistrati, chi più ne ha più ne metta”. La compagnia AlphaZtl era stata invitata dagli organizzatori del dibattito per riflettere sulla violenza di genere, “Viola(ta)” era previsto al termine del dibattito. Alfarano ha spiegato che l’ingresso della danzatrice è avvenuto mentre tantissima parte del pubblico è andata via, praticamente “travolgendola”. Venivano sciorinati i nomi e l’età di donne violate, ma la platea si stava svuotando. Al netto della stanchezza, “come vi sentite? È l’indifferenza che fa male”, ha spiegato Alfarano.
Sotto al video di Alfarano, a scusarsi ci ha pensato chi non aveva motivo di farlo, il presidente della Camera Penale di Brindisi Ladislao Massari. Non ne aveva motivo, perché – insieme alla presidente dell’Ordine degli Avvocati Daniela Faggiano – ha voluto “Viola(ta)” a conclusione del dibattito; perché ha provato anche lui, insieme alla conduttrice, a invitare tutti a rimanere ai propri posti. Si è detto mortificato per l’accaduto, Massari, solidale con le parole di Alfarano e con la danzatrice. “Credo che il numero di persone, il gioco di luci che non ha aiutato e la confusione generatasi per la necessità di liberare il palco per predisporlo per l’esibizione, abbiano indotto molti a credere che la manifestazione fosse terminata”, ha scritto.
Il presidente della Camera Penale vuole che lo si consideri “in piedi” davanti alla danzatrice “per applaudirla ancora e chiederle scusa”. Ecco, dovrebbero essere molti altri a scusarsi, in realtà. Non c’era dolo in quell’uscita, tanto per usare categorie giuridiche, visto il tema del dibattito. Ma è inconsapevole. Purtroppo, rappresenta bene uno dei motivi della diffusione della violenza di genere: l’indifferenza, per l’appunto. Anche chi scrive questo articolo, per una serie di motivi, è uscito. Poi, come poche altre persone, se ne è reso conto e con vergogna è rientrato ad assistere allo spettacolo. Ma anche chi è rientrato è nel novero di coloro che si devono scusare.
Quelle spalle voltate all’attrice che entrava e si dirigeva verso il palco sono state un simbolo potente e sconfortante. Se si volesse chiudere questa vicenda con parole altrettanti potenti, ma di speranza, è giusto usare quelle della protagonista, la danzatrice, Aurora Zammillo. Anche lei ha commentato il video di Alfarano: “Quanto accaduto ieri (venerdì, ndr) mi ha fatto male, e lo dico con sincero rammarico. Spero che questo episodio possa farci riflettere ancora di più oggi, comprendere meglio e andare avanti con maggiore consapevolezza”.
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