Plasmagate, le opposizioni depositano la richiesta di commissione d’inchiesta
CASO – I gruppi assembleari di Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, Lista Ricci, Progetto Marche Vive: «Fare luce sulle responsabilità, no allo scaricabarile»
«Abbiamo depositato oggi la richiesta per l’istituzione di una Commissione d’inchiesta al fine di fare piena luce sulle evidenti responsabilità politiche del Plasmagate. Non permetteremo alcuno scaricabarile nei confronti del personale tecnico e sanitario: la gravità di quanto accaduto impone un organismo imparziale, con il coinvolgimento di tutti i gruppi del Consiglio regionale. È l’unico strumento per garantire trasparenza ai cittadini, rispetto verso i donatori marchigiani e sanare la ferita al patto di fiducia tra istituzioni e comunità».
L’annuncio, con una nota congiunta, arriva dai gruppi di opposizione del Consiglio regionale delle Marche. Nello specifico quelli di Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, Lista Ricci, Progetto Marche Vive. «L’iniziativa – spiegano le opposizioni in Consiglio regionale – segue i dati emersi dagli ultimi accessi agli atti: tra l’11 e il 21 marzo sono state eliminate 323 sacche di plasma per il mancato rispetto dei tempi tecnici di lavorazione. Potrebbe essere solo la punta dell’iceberg: i documenti segnalerebbero altre 1.300 sacche in un limbo tecnico, destinate con ogni probabilità alla stessa sorte a causa del collasso operativo del sistema».
Le opposizioni pongono l’accento sul ruolo del Dipartimento Interaziendale regionale di Medicina Trasfusionale, la struttura chiamata a garantire la sicurezza delle attività e l’autosufficienza di emocomponenti: «Siamo di fronte al cedimento dell’intera catena di comando e gestione del Dirmt. Riteniamo del tutto insufficiente ogni forma di indagine interna o ispettiva che rischi di confondere la figura del controllore con quella del controllato. Non si può chiedere a chi ha la responsabilità politica della sanità di indagare su se stesso. Il fallimento gestionale ha già prodotto un danno concreto: la Regione Marche sarà ora costretta a ricomprare sul mercato internazionale farmaci salvavita che avevamo già in casa, con risorse pubbliche per rimediare a errori evitabili».
La situazione in questione, per le opposizioni, rappresenta il culmine di una crisi annunciata: «Da tempo l’Officina di Torrette soffre di cronico sottodimensionamento del personale. La precarietà ha causato una fuga di competenze e un imbuto produttivo, esploso quando i flussi di raccolta hanno superato la capacità di lavorazione. Tutto questo ha vanificato l’impegno di volontari e donatori, che avevano reso il sistema marchigiano un’eccellenza nazionale. Nonostante gli allarmi di Direzione, Avis e sindacati, la Regione ha imposto di proseguire la raccolta a pieno ritmo, ignorando le criticità logistiche. Per questo chiediamo che la Commissione d’inchiesta accerti ogni responsabilità entro il 30 settembre 2026, restituendo dignità a un settore vitale segnato da una gestione inadeguata».
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