Più controlli e telecamere in pineta

Nelle scorse settimane la Polizia Locale di Cesenatico è intervenuta nella zona della pineta a Zadina identificando due egiziani residenti al Cas di Tagliata di Cervia che sono poi stati denunciati per spaccio di droga. Il primo di 48 anni, avrebbe detenuto 100 grammi di hashish e 600 euro in banconote di piccolo taglio; il secondo, di 30 anni, avrebbe avuto con sé tre involucri di cocaina dal peso di due grammi complessivi.
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Entrambi erano incensurati, ma sul 48enne penderebbe un ordine di espulsione attualmente sospeso per via di un ricorso. L’intervento è stato possibile grazie all’ausilio del cane Yuma che ha permesso di individuare la droga ben occultata. Oltre al sequestro, entrambi sono stati deferiti in stato di libertà per concorso in detenzione di sostanze ai fini di spaccio e sono stati prontamente informati i responsabili del Cas che li ospitava.
Il comitato: “Più controlli e videosorveglianza in pineta”
La notizia dell’intervento ha messo però in allarme il Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico di Tagliata che, in una nota, esprime i propri timori: “Accanto a persone realmente bisognose di protezione e sostegno, nel Centro di accoglienza di Tagliata potrebbero muoversi soggetti dediti a forme di microcriminalità, con ricadute sulla percezione di sicurezza di residenti e operatori turistici”.
Il comitato chiede quindi a Prefettura, Comune di Cervia e forze dell’ordine “di attivare un piano di verifiche e presidio che preveda: controlli puntuali sugli accessi e sul rispetto dei regolamenti interni del Cas; accertamenti rigorosi sui requisiti di permanenza e sui percorsi di integrazione; monitoraggio costante delle aree sensibili della frazione e rafforzamento dei pattugliamenti; dotazione negli organici della polizia municipale di Cervia di un cane antidroga; sistema di video sorveglianza in pineta come richiesto ormai da oltre anno”.
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“Inoltre, poiché queste situazioni non sono inedite nella storia del Cas di Tagliata, chiediamo un incontro con il sindaco e l’assessore alla sicurezza e la polizia municipale per avere maggiori spiegazioni – conclude il comitato – L’obiettivo, come ripetiamo sempre, non è colpire chi chiede aiuto, ma tutelare la comunità e il buon nome dell’accoglienza, distinguendo chiaramente chi ha diritto a misure di protezione da chi ne abusa per attività illecite”.
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