Umbria

Piomba in classe con “pistola” in mano e maschera sul viso


di C.F.

Maschera calata sul viso e “pistola” in mano. Così è improvvisamente entrato nella classe terza di un istituto tecnico di Spoleto, uno studente dell’ultimo anno che ha terrorizzato l’insegnante in quel momento impegnata nella lezione, mentre di opposto tenore sarebbe stata la reazione tra i banchi. La prof, questo emerge, avrebbe chiesto al soggetto comparso sulla porta dell’aula con l’arma in mano di togliersi la maschera, ma lui non l’avrebbe fatto, salvo poi scappare lungo il corridoio della scuola, facendo ovviamente scattare l’allarme tra il personale scolastico.

Nell’istituto tecnico di Spoleto è stato quindi richiesto l’intervento dei carabinieri della Compagnia di Spoleto, che hanno avviato tutti gli accertamenti del caso e nel pomeriggio hanno accolto personale scolastico in caserma per formalizzare la denuncia dell’episodio. Le verifiche su quanto accaduto sono alle battute iniziali, ma intanto dai carabinieri viene confermato che l’arma è risultata una pistola giocattolo di piccole dimensioni e l’accaduto viene per ora ricondotto a uno scherzo di Carnevale estremamente intempestivo, oltreché inappropriato.

Saranno gli approfondimenti delle prossime ore e la ricostruzione dettagliata di quanto accaduto in aula a tracciare le coordinate degli eventuali sviluppi della vicenda, che con ogni probabilità verrà comunque valutata dalla Procura competente e che si inserisce in un contesto scolastico reso particolarmente teso da recenti episodi di cronaca. Il più grave è accaduto a La Spezia nemmeno tre settimane fa, dove lo studente Youssef Abanoub, 18 anni, è stato ucciso in classe con una coltellata.

A seguito dell’omicidio nell’istituto professionale ligure il ministro dell’Interno e il ministro dell’Istruzione e del merito, Matteo Piantedosi e Giuseppe Valditara, hanno firmato una direttiva congiunta sulle misure per il rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto di fenomeni di illegalità negli istituti scolastici. In questo senso, proprio a poche ore dall’episodio di Spoleto, seppur convocato già da qualche giorno, si è riunito il comitato provinciale di Perugia per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicato alle scuole e convocato dal prefetto Francesco Zito d’intesa col direttore dell’Ufficio scolastico regionale Ernesto Pellecchia.

Nell’incontro sono state definite «le azioni ritenute più opportune per prevenire, in maniera coordinata ed efficace, il compimento di atti di violenza tra giovani, il porto di armi o di altri oggetti atti ad offendere all’interno o nelle immediate vicinanze degli istituti scolastici, nonché per contrastare fenomeni di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti nelle aree frequentate dagli studenti», è scritto in una nota della Prefettura di Perugia, che punta moltissimo sul «rafforzamento della capacità di prevenzione, attraverso la definizione di metodi condivisi per la gestione delle segnalazioni, la tempestiva attivazione delle forze di polizia e il pronto coinvolgimento dei servizi competenti nei casi di fragilità o disagio giovanile». Attenzioni, questa, che «rappresentano e devono continuare a costituire un elemento dirimente e non eludibile», ha ribadito il prefetto Zito, secondo cui «prevenzione resta la parola chiave, il valore e lo strumento su cui fare leva nell’immediato, affinché la scuola possa continuare a essere il luogo dove si insegnano la cultura del rispetto e il contrasto di ogni forma di violenza».

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