Pietralata, i residenti vogliono un’area archeologica, raccolte 12mila firme: “fermate il cemento”
Non sono solo reperti archeologici. Per molti residenti di Pietralata sono radici, identità, memoria collettiva. E oggi diventano anche terreno di scontro civile.
Nel cuore del IV Municipio, tra palazzine e cantieri annunciati, la scoperta di un complesso archeologico millenario ha acceso una mobilitazione senza precedenti: oltre 12 mila firme raccolte in pochi giorni su Change.org per chiedere a Roma Capitale e alla Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma di fermare l’edificazione prevista e istituire un Parco Archeologico pubblico.
Il tesoro sotto il Parco delle Acacie
La svolta è arrivata a metà gennaio, quando i carotaggi preliminari per autorizzare nuovi complessi residenziali — circa 21 mila metri quadrati di edificazioni — hanno restituito ben altro.
Tra via di Pietralata, via Malladra, via Feronia e via Flora sono emerse strutture di grande rilievo: vasche monumentali di notevoli dimensioni, due tombe risalenti all’età repubblicana e un sacello, probabilmente dedicato al culto di Ercole.
Quattro ettari di storia rimasti sepolti per secoli sotto quello che oggi è il Parco delle Acacie. Un patrimonio che, secondo i residenti, non può essere sacrificato in nome del cemento.
La rivolta pacifica del quartiere
La mobilitazione è nata dal basso, aggregando comitati di zona, associazioni culturali e semplici cittadini. In pochi giorni la petizione online ha superato quota 12 mila adesioni, segno di un sentimento diffuso che va oltre i confini del quartiere.
«La tutela del patrimonio non è solo un dovere, ma un’opportunità di crescita», spiegano i promotori. L’idea è trasformare l’area in un polo culturale e didattico, accessibile alle scuole, ai residenti e ai turisti, integrando verde pubblico e valorizzazione archeologica.
Il timore, però, è che i diritti edificatori già riconosciuti ai privati prevalgano sull’interesse storico. Pietralata è già al centro di trasformazioni urbanistiche importanti, tra nuovi insediamenti e il dibattito legato al progetto dello stadio della Roma.
L’emersione di un sito archeologico di tale portata rischia ora di rimettere tutto in discussione.
Le richieste al Campidoglio
Il documento che verrà consegnato all’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Gualtieri è chiaro e articolato:
istituzione formale di un Parco Archeologico pubblico;
revisione della pianificazione urbanistica per integrare le scoperte;
creazione di percorsi didattici e strumenti di partecipazione civica;
valorizzazione dell’area come presidio culturale permanente.
Una scelta che pesa sul futuro
La partita è ora nelle mani del Campidoglio. Da un lato gli investimenti e i programmi edilizi già avviati, dall’altro un ritrovamento che potrebbe riscrivere la storia del quartiere.
Per i cittadini, però, la decisione appare già presa. Quelle pietre non sono solo resti del passato, ma un’occasione per ridisegnare il futuro di Pietralata.
E se davvero, come suggeriscono gli archeologi, il sacello era dedicato a Ercole, il quartiere sembra deciso a non concedergli un nuovo esilio sotto il cemento.
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