Piazza dell’Acquedotto Alessandrino Story
L’inaugurazione
Inaugurata la nuova piazza dell’Acquedotto Alessandrino
Il 4 marzo dal sindaco Veltroni, dall’assessore alle Periferie Carrazza e dal presidente del VII Tozzi
Sono il titolo e il sottotitolo di un articolo di Catia Cencini del 4 Marzo 2006. E qui il relativo link per chi vuol conosce o ricordare di più o rivedere le foto d’epoca.
https://abitarearoma.it/inaugurata-la-nuova-piazza-dellacquedotto-alessandrino/
Il 4 marzo il sindaco Veltroni ha inaugurato con l’assessore comunale alle Periferie Paolo Carrazza, l’assessore ai LL. PP. D’Alessandro e il presidente del VII municipio Stefano Tozzi la nuova Piazza Romana dell’Acquedotto Alessandrino, all’incrocio tra via degli Olmi e via P. Castelli, di fronte al parco Alessaandrino Tor Tre Teste.
La nuova piazza ospita un’area gioco alberata per i bambini e un prato antistante alcune arcate dell’antico acquedotto romano (costruito dall’imperatore Alessandro Severo nel 226 d.C); è adornata da una fontana dotata di un sistema di schizzi alti e bassi illuminati di notte con fibre ottiche.
Aiuole di rose, lavande e altre specie con fioriture nelle diverse stagioni e un chiosco che ospiterà un bar. L’intervento complessivo prevede un progetto più ampio (in fase di progettazione definitiva) che vedrà la sistemazione di un lungo tratto di acquedotto e degli spazi limitrofi.
“Questa piazza – ha detto l’assessore Carrazza – è un patrimonio per tutta la città ed un segno tangibile della riqualificazione delle periferie. Con l’attuazione completa del progetto sarà un punto importante della passeggiata archeologica che da viale Togliatti porterà al parco Alessandrino e sarà collegata da un’altra passeggiata che la collegherà, attraverso il parco con Tor Tre Teste e il Quarticciolo, passando davanti al bellissimo impianto comunale ’A. Nori’ di atletica e rugby, in via di ultimazione.”
Il presidente del VII Tozzi ha annunciato che sta per essere bandita la gara per l’allargamento di via dei Meli e viale Alessandrino e che prima di agosto dovrebbero aprire i cantieri.
Per il sindaco Veltroni “questa è una delle più belle piazze del progetto 100 Piazze. La passeggiata archeologica che la completerà ha un forte richiamo anche turistico, se solo si pensi che la bellissima chiesa di Meier di Tor Tre Teste ha saputo richiamare un flusso di 30 mila visitatori. Ora i cittadini sono chiamati a presidiarla con la loro frequentazione e il loro senso civico“.
Suscita perplessità la scelta di aver aperto la piazza senza essersi assicurata una vigilanza da parte del gestore del bar (Quando sarà assegnato il bar non si sa). Una presenza umana che avrebbe senz’altro rafforzato il senso civico dei cittadini e scoraggiato probabili danni da parte di teppistelli locali, molto attivi, purtroppo.
15 anni dopo
Piazza dell’Acquedotto Alessandrino è nel più completo degrado
E l’associazione di quartiere “Città Alessandrina” è ancora senza sede
Il titolo e il sottotitolo dell’articolo del 18 Febbraio 2021 sono di Nicola Fabiano.
Qui di seguito il link con immagini dell’articolo:
https://abitarearoma.it/piazza-dellacquedotto-alessandrino-e-nel-piu-completo-degrado/
L’associazione “Città Alessandrina”, che da quaranta anni opera nel quartiere, ad oggi non ha ancora ottenuto un luogo dove svolgere e organizzare le proprie attività culturali. La sede è stata resa illegittima il 02/10/2019 dall’attuale amministrazione del V Municipio.
Composta da un piccolo spazio usato per le riunioni adiacente a un chiosco-bar in ferro e in vetro, coperta da una grande pergola con umbrario, è situata nell’antica piazza dell’Acquedotto Alessandrino.
Fu assegnata all’associazione “Città Alessandrina” con l’ordinanza n 5 del 02/12/2010 (prot. n° 73747) dalla giunta del presidente Roberto Mastrantonio in attesa di un bando di assegnazione che ad oggi deve essere ancora formalizzato.
E oltre a ciò la beffa. È stata sanzionata anche una multa di circa 11.000 euro ritenendo invalida tale ordinanza dall’attuale amministrazione e declassando negli atti il chiosco-bar completo degli arredi interni a un mero magazzino da ricovero per gli attrezzi.
Il risultato è stato che adesso la Piazza versa in un completo abbandono. Come da accettazione del 10/02/2011 (CG n 8770) infatti era l’associazione a gestire la pulizia della piazza e dell’area limitrofa utilizzandola per dare vita ad iniziative culturali e discutere delle problematiche del quartiere.
A quella Piazza dal fascino antico con i maestosi archi dell’acquedotto Romano sullo sfondo che alla sola vista emoziona, era stato dato il suo giusto vigore nel 2005 con un progetto approvato dall’allora Sindaco Veltroni con la giunta municipale presieduta da Stefano Tozzi. Il tutto rievocava l’antica Roma, caratteristica suggerita dagli stessi cittadini del quartiere.
Con i 450.000 euro stanziati fu realizzata la pavimentazione in parte composta dai tipici sampietrini, panchine in legno, un parco giochi per bambini in sabbia calcarea come era presente all’epoca e in particolare una fontana gioco composta da quattro sistemi di canali curvilinei in travertino da cui fuoriuscivano alternati alti e bassi getti d’acqua in memoria dell’antica acqua bullicante e che di notte si illuminavano con fasci di luce verticali generando una dolce sinfonia.
Perfino le aiuole intorno alla piazza profumavano dell’antica Roma. Rose, lavande e altre piante con fioriture differenziate nelle diverse stagioni furono scelte tra le specie utilizzate dai Romani. Inoltre, il progetto prevedeva un cinema all’aperto, eventi teatrali e musicali che avrebbero esaltato e onorato quella memoria storica. Ed alcuni importanti eventi furono anche realizzati.
Ad oggi la Piazza versa in condizioni di abbandono pressoché totale. L’immondizia è dappertutto e le poche piante rimaste hanno l’aspetto di arbusti incolti. Le panchine sono in parte divelte e scarabocchiate. La pavimentazione si è deteriorata.
Dal chiosco bar penzola in senso di resa lo striscione con la scritta “comitato di quartiere Alessandrino” ormai sgualcito e sporco in balia delle folate di vento. Le fontane sono prive di acqua, senza i loro getti maestosi, mentre i bambini vi giocano con il pericolo di farsi male, ignari della bellezza che fu. Una tale incuria farebbe certamente rivoltare nella tomba anche l’imperatore Alessandro Severo che nel 226 d.c. costruì il maestoso acquedotto.
Quello che è più grave, è che, nel frattempo, nulla ha fatto e nulla sta facendo l’attuale amministrazione del V Municipio per attivare un piano di pulizia ordinaria e di manutenzione soprattutto riguardo alle particolari fontane. Solo su insistente richiesta dell’associazione nel recente passato, è stata eseguita a cura del Municipio una manutenzione straordinaria ritenuta non bene eseguita poiché dopo poco tempo si è rilevata lesiva per le stesse. Le luci si sono spente, gli ugelli a poco a poco si sono chiusi e la pressione ha sollevato le piastre di marmo sottostanti.
A tutt’oggi gli uffici tecnici e gli assessori del V Municipio non sono riusciti a far inserire la fontana nel piano di manutenzione sistematica del SIMU – azienda che si occupa delle principali fontane del Comune di Roma – e ciò nonostante l’impegno dell’associazione già sin dal 2017 a contattare e a far intervenire in loco il funzionario responsabile dell’ente. Intanto, il degrado persiste e il tutto è lasciato alla mercé dei vandali.
L’indignazione aumenta se consideriamo che la Giunta municipale solo di recente ha risposto alle molteplici richieste, inviate anche tramite pec, con le quali si sollecitava un incontro per un chiarimento riguardo le ingiuste contestazioni amministrative.
Nonostante un incontro avvenuto a luglio 2020 con i Vigili Urbani, al momento la situazione ancora non si sblocca e non si sa nemmeno quando verrà emesso il bando per l’assegnazione del chiosco bar e la relativa gestione della piazza. Pochi giorni fa sono state consegnate le chiavi del chiosco su richiesta dell’amministrazione.
Le responsabilità del V Municipio sono evidenti mostrando negligenza e incapacità nel risolvere i problemi. Nel caso specifico sarebbe stato sufficiente far proseguire la gestione al comitato di quartiere fino all’assegnazione tramite bando.
L’incapacità di prevedere tempi brevi e di snellire la burocrazia ha così causato danni ai beni della comunità provocando sperpero di soldi dei contribuenti: quelli già spesi e quelli che si spenderanno per sistemare la piazza.
Rimane poi inspiegabile il fatto che se un Municipio legittima una associazione di quartiere, tra l’altro presente da 40 anni sul territorio, e le assegna uno spazio dove gestire le attività, non è possibile che poi le venga tolto senza procurargliene un altro in sostituzione, costringendola ad elemosinare ospitalità nei vari centri anziani del quartiere.
Le associazioni di quartiere sono da considerarsi un bene pubblico e vanno tutelate per il loro lodevole impegno e stimolo culturale che forniscono alla collettività. Le istituzioni di qualsiasi colore politico esse siano devono interagire con esse e non essere loro di ostacolo. È notizia di pochi mesi fa che sono stati stanziati da parte del Comune di Roma circa 70.000 euro per restaurare il teatro del Parco Palatucci. Ma una volta eseguiti i lavori chi preserverà l’opera? E la solita storia continua…
La situazione odierna
Stranezze di città, piazza dell’Acquedotto Alessandrino dimenticata
Oramai da tempo simbolo di degrado e incuria
Testo, sommario e sottotitolo dell’articolo dell’11 Ottobre 2024 sono di Attilio Migliorato, precisando che finora nulla è cambiato e il degrado continua.
Qui di seguito il link all’articolo ed alle foto che lo accompagnano
https://abitarearoma.it/stranezze-di-citta-piazza-dellacquedotto-alessandrino-dimenticata/
Un mio amico mi ha chiesto di accompagnarlo ad una riunione presso l’impianto “Antonio Nori” a Tor Tre Teste. Varie associazioni del territorio avevano organizzato in incontro con degli Amministratori del Comune di Roma e del V Municipio.
Tra le tante proposte avanzate dalle associazioni, due mi hanno colpito.
Una in particolare, la riqualificazione della struttura ex chiosco-bar con annessa grande pergola nella piazza dell’Acquedotto Alessandrino. Tra me e me mi sono posto una domanda: e perché non la riqualificazione dell’intera piazza? Forse ho ascoltato male la proposta, nella lunga tavolata le voci si disperdevano.
Parecchi anni fa quella struttura commerciale, oggetto della proposta, era gestita da un amico di mio figlio e un paio di volte ho avuto l’occasione di sedermi ai tavolini e bere una birra o prendere un caffè.
Ricordo come era l’intera piazza e rivederla oggi, nel suo completo degrado, mi ha creato un certo “fastidio”.
Con la mia bicicletta ho pedalato più volte lungo via Pietro Castelli, via Liberato Sabbati, via degli Olmi e via Liberato Sabbati, ma dal lato opposto della piazza dell’Acquedotto Alessandrino.
Osservavo, pedalavo, ragionavo. Come si fa ad arrivare a questo visibile degrado e non accorgersi di nulla?
C’è stata la riunione, c’è chi propone e chi ascolta, ma chi ascolta ha mai visitato quel luogo degradato? Ora che ha ascoltato lo visiterà?
Il cronista non propone, al cronista spetta il compito di ricercare informazioni e trasferirle ai lettori, oltre che trovare la “stranezza di città” di oggi. Le informazioni servono a fare memoria.anche per gli Amministratori che hanno ricevuto le proposte.
Intervista al mio amico Dario, che mi ha invitato a partecipare alla riunione.
(…) sulla “Passeggiata Alessandrina” abbiamo scritto e pubblicato su Abitare A Roma un articolo qualche giorno fa.
Venticinque anni passati e ancora non c’è nulla. Per la passeggiata archeologica sicuramente l’assessore Carrazza intendeva la passeggiata di via degli Olmi e la Torre Alessandrina.
Su quest’ultima non ci sono parole, le abbiamo spese tutte negli articoli scritti e pubblicati da Abitare A Roma nel corso degli anni.
Dario mi ha trasmesso una vecchia foto della vecchia fontana di piazza dell’Acquedotto Alessandrino funzionante, le altre sono nostre e le ho scattate oggi 10 ottobre 2024, sono tutte all’interno della piazza.
Amministratori del Comune di Roma e del V Municipio, noi rimaniamo a disposizione per incontrarci in piazza dell’Acquedotto Alessandrino, poi potremmo anche passeggiare assieme sulla immaginaria Passeggiata Alessandrina e andare in via degli Olmi e visitare anche la Torre Alessandrina avvolta e nascosta nell’edera.
Nostalgia canaglia
Nel rivedere le foto del 4 giugno 2021 che mi ha condiviso Silvio Saraceni e che qui ripropongo, mi è subentrata una forte nostalgia. Una nostalgia canaglia per usare i termini di una nota canzone di Al Bano.
Il 4 ottobre 2025, passeggiando con gli amici del WWF e docenti dell’Università La Sapienza, nel ripercorrere quella che dovrebbe diventare la dorsale verde lungo il viale Alessandrino tutti i partecipanti hanno avuto modo di constratare lo stato di degrado di quel tratto che racchiude i resti dell’Acquedotto Alessandrino e l’antica Cisterna Romana.
Con noi c’era anche l’impavido assessore municipale all’Urbanistica Sergio Scalia, persona informatissima dei fatti e misfatti e che ci auguriamo sensibilizzerà gli assessori comunali e il sindaco.
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