Piazza del Campidoglio si trasforma per “One Billion Rising”
Un grido collettivo che nasce dal movimento e dalla musica, per rompere il silenzio e le catene della prevaricazione.
Questa mattina, alle 11:30, Piazza del Campidoglio è diventata il cuore pulsante di One Billion Rising, la mobilitazione globale che coinvolge oltre 70 Paesi con un unico obiettivo: affermare il diritto alla libertà e al rispetto per ogni donna.
Il cuore dell’evento: musica, danza e parole
Sulle note iconiche di “Break the Chain”, l’inno della manifestazione, centinaia di persone hanno animato uno dei luoghi simbolo della Capitale.
L’iniziativa, patrocinata dall’Assessorato alle Pari Opportunità di Roma Capitale, ha visto una partecipazione corale che ha unito generazioni diverse:
Le scuole: In prima linea le studentesse e gli studenti dell’Istituto Superiore Giorgi Woolf, protagonisti di un percorso di sensibilizzazione che parte dai banchi di scuola.
L’arte: I ballerini di AssoDanza Italia, guidati dalla coreografa Linda Foster, hanno dato vita a un flashmob che ha coinvolto i presenti in una danza liberatoria.
Le voci: Momenti di profonda riflessione sono stati affidati all’attrice Valentina Melis, con un monologo sulla violenza, e a Fausto Sciaracca, che ha interpretato un brano di Eve Ensler (fondatrice del movimento) rivolto direttamente agli uomini.
Le istituzioni e la rete del supporto
A rappresentare il Campidoglio è intervenuta l’assessora Monica Lucarelli, sottolineando l’importanza di fare rete tra istituzioni e associazioni.
L’evento ha visto infatti la collaborazione di partner storici nella lotta per i diritti civili: da Amnesty International Italia a Differenza Donna, passando per Amref Italia.
“Chiediamo che nessuna donna sia più picchiata, violentata, venduta o privata della propria libertà”, il messaggio lanciato dal Coordinamento One Billion Rising Italia.
Un’ondata che attraversa l’Italia
L’appuntamento romano è solo l’apice di una maratona che proseguirà fino alla fine di marzo.
Saranno oltre 40 gli eventi in tutto il Paese: da Merano a Siracusa, da Alghero a Brindisi.
Una mobilitazione capillare che punta a trasformare le piazze italiane in spazi di partecipazione civica contro ogni forma di abuso e degradazione.

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