Piantedosi: no all’estensione dell’uso di spray anti-orso – CRONACA
Si complica il confronto con Roma per l’estensione della dotazione di spray anti-orso per altri operatori trentini, oltre agli agenti del corpo forestale provinciale per i quali è consentito.
«Non è possibile estendere la facoltà di dotare e di far portare durante il servizio lo spray urticante in questione a personale diverso da quello tassativamente indicato», ha detto oggi il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, durante il question time al Senato.
«L’effetto urticante – ha aggiunto – le caratteristiche tecniche in termini di quantità del composto chimico, di potenza e di velocità della gittata rendono lo spray anti-orso un’arma a tutti gli effetti».
L’intento della Provincia è di consentire la dotazione di spray anti-orso anche alle strutture della Protezione civile impegnate nelle operazioni di ricerca nei boschi, come vigili del fuoco volontari, soccorso alpino, conduttori di cani da ricerca e catastrofe, operatori della Croce rossa.
Ma da piazza Dante si era manifestata anche l’intenzione di coinvolgere anche le categorie di lavoratori impegnate nei boschi (quindi anche custodi forestali, operai, guardiacaccia e guide alpine eccetera).
Il tutto limitatamente al perimetro di impiego nell’ambito di operazioni specifiche sul campo.
Lo spray, grazie al suo getto e alla grande nuvola di sostanza irritante, sempre a base di peperoncino (il principio attivo è la capsicina), mette praticamente sempre in fuga l’orso (solo temporaneamente disturbato) e evita i rischi di contatto con l’essere umano.
La dose di principio attivo contenuto è naturalmente molto maggiore rispetto ai piccoli spray anti-aggressione oggi in commercio in Italia, idem per quanto riguarda la gittata e la possibilità di spruzzare più volte. Da qui, evidentemente, la preoccupazione del governo per un eventuale uso improprorio.




