Molise

Piano sociale regionale, per Fanelli la Giunta impone diktat: “Si ritiri provvedimento in autotutela” | isNews

Per la consigliera del Pd è stata scelta la via dello scontro istituzionale, anziché del dialogo


CAMPOBASSO. Piano sociale regionale, la consigliera del Pd Micaela Fanelli accusa la regione di atteggiamento poco collaborativo e poco propositivo, per l’approvazione del provvedimento, avvenuta nonostante la netta contrarietà della maggior parte dei sindaci molisani. Con l’adozione della deliberazione n. 29 del 17 febbraio 2026, ha affermato la dem, l’Esecutivo regionale ha scelto nuovamente la via dello scontro istituzionale anziché quella del dialogo, calpestando l’autonomia dei territori.

“Ho depositato in Consiglio Regionale una mozione, sottoscritta anche dalla collega Alessandra Salvatore, per impegnare il Presidente della Giunta al ritiro in autotutela del provvedimento” ha spiegato Micaela Fanelli.

La Dgr 29/2026, infatti, impone ai Comuni dei nuovi Ambiti territoriali (Alto, Medio e Basso Molise) di approvare le convenzioni e i Piani di zona entro il termine perentorio del 10 marzo 2026. Una scadenza che appare irragionevole e contraddittoria, dato che la stessa delibera proroga il vecchio assetto organizzativo e probabilmente verrà nuovamente dilazionato.

“Siamo di fronte a una irragionevole forzatura che non consente di lavorare bene – continua la consigliera Fanelli – La Regione preannuncia l’esercizio dei poteri sostitutivi e la nomina di commissari ad acta ‘senza ulteriore preavviso’ in caso di mancato adempimento. È un uso distorto di una misura eccezionale, trasformata in uno strumento ordinario di pressione politica contro i Sindaci. La Dgr 29/2026 viola i principi di proporzionalità e leale collaborazione previsti dalla Costituzione e dalla Legge 241/1990. L’autonomia dei Comuni, titolari delle funzioni amministrative sui servizi sociali, non può essere compressa attraverso automatismi sostitutivi preventivi, specialmente in una fase di riassetto così complessa e caratterizzata da numerosi ricorsi pendenti davanti al Tar. Gli ambiti stanno svolgendo il loro lavoro, adottando tutti i relativi atti, quindi non si configurerebbe neanche quanto minacciato in delibera. Qualora la Regione attivasse i poteri sostitutivi, le amministrazioni comunali avrebbero modo di sottrarsi agli stessi dimostrando il grande impegno che stanno profondendo. Ma non è questo il punto. Non è il timore di un reale commissariamento. È la minaccia che ogni volta prende il posto della collaborazione; la protervia il posto del confronto; l’imposizione quello del rispetto. Questo è inaccettabile”.

Con la mozione presentata, si chiede formalmente al presidente Roberti e alla Giunta di ritirare in autotutela le parti della delibera riguardanti il termine del 10 marzo e la minaccia di commissariamento senza preavviso; avviare un vero percorso istituzionale basato sul confronto con i Comuni, definendo un cronoprogramma realistico e condiviso; garantire la stabilità dei servizi ed evitare un contenzioso generalizzato che rischierebbe di paralizzare il sistema sociale regionale, con grave danno per i cittadini più fragili.

“Il governo regionale deve capire che il sistema dei servizi sociali si costruisce con i territori, non contro di essi – conclude la consigliera Dem –  La politica dei diktat ha già dimostrato la sua fallacia, è tempo di tornare al rispetto della sussidiarietà e della dignità degli enti locali, soprattutto quando in gioco ci sono i diritti dei cittadini più fragili”.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »