Piano operativo, la ‘battaglia campale’ del centrosinistra per salvare la sanità pubblica | isNews
Coalizione unita contro i tagli ai servizi e agli ospedali. Sindaci in prima linea, amministratori pronti a difendere i cittadini e coinvolgimento dei partiti nazionali e dei gruppi parlamentari di area progressista, a difesa di un diritto fondamentale, senza il quale il Molise non può sopravvivere
di CARMEN SEPEDE
CAMPOBASSO. Una battaglia campale per salvare il Molise e il diritto alla salute, con i tagli al servizio pubblico che creano un ostacolo gravissimo alla sopravvivenza delle aree interne della regione.
Centrosinistra unito, contro i contenuti del Piano operativo 2026/2028, pubblicato dalla struttura commissariale del Molise per essere inviato ai Ministeri dell’Economia e della Salute. Una ‘intimazione di sfratto’, com’è stata definita, per la quale si prepara una ‘serrata’ a tutti i livelli, nei Comuni, nella Regione e a Roma, con il coinvolgimento dei partiti e dei gruppi parlamentari di area progressista, ma anche di comitati e cittadini.
Una sorta di mobilitazione generale, annunciata nella conferenza stampa che si è svolta oggi alla Regione. Presenti segretari e amministratori dei partiti di centrosinistra, Pd, M5s, Sinistra Italiana, Socialisti, Verdi e Italia Viva.
“La nostra è una presa di posizione forte – ha detto la capogruppo regionale del Pd Alessandra Salvatore – siamo uniti per difendere il diritto alla salute dei molisani, anche contro la condotta passiva e inerte del presidente della Regione Roberti e della sua Giunta, che non si sono opposti alle scelte cristallizzate nel Piano operativo”.
Il segno che “la filiera istituzionale del centrodestra è saltata”, ha rimarcato il leader regionale del M5s Antonio Federico, ricordando quello che è successo con il Decreto Milleproroghe, passato senza gli emendamenti di iniziativa della coalizione, a partire da quello presentato dalla parlamentare molisana Elisabetta Lancellotta.
“Bisogna attivare tutti i poteri istituzionali – ha incalzato in questo senso il consigliere regionale pentastellato Roberto Gravina – senza una pressione forte da Roma non usciremo da questa situazione. La Commissione parlamentare, nei prossimi giorni, calendarizzerà una serie di incontri con le Regioni, a partire da quelle in piano di rientro. Chiederemo di essere ascoltati, prima della ‘deadline’ in cui entreranno in vigore tutti i provvedimenti previsti dal Piano operativo”. Tra questi il taglio di un reparto di Emodinamica e di un Punto nascite, tra Termoli e Isernia, e il forte ridimensionamento dell’ospedale di Agnone.
Il servizio sanitario nazionale, ha rimarcato il segretario regionale del Pd Ovidio Bontempo, collegato da Milano dov’è in corso l’evento ‘L’Italia che si prende cura’, ha ricordato i principi fondamentali del sistema sanitario pubblico: universalità, equità, solidarietà e uguaglianza. Valori che per il partito e il centrosinistra restano imprescindibili ha detto, ricordando la battaglia personale portata avanti dal sindaco di Isernia Piero Castrataro, che da oltre due mesi dorme davanti al ‘Veneziale’ per salvare i servizi essenziali. E i reparti ospedalieri.
Una battaglia sulla quale ha puntato il dito la sindaca di Campobasso Marialuisa Forte. “Noi sindaci siamo in prima linea – ha detto – a difesa dei cittadini e del loro diritto alla salute, contro la posizione di un Governo che ci chiede di pagare un debito sanitario generato dal commissariamento della sanità. Sembrerebbe che il capoluogo sia toccato poco dal Piano operativo, ma non è così, perché con i tagli alle Guardie mediche dalle aree interne in tanti si riverseranno su Campobasso. Certo, senza sanità, per le aree interne mancano le condizioni stesse per la sopravvivenza”.
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