Piano Nazionale Salute Mentale, possibile svolta a Trieste e in Regione?
06.01.2026 – 10.30 – Dall’emergenza Covid-19 in poi e, complice una maggiore attenzione al tema da parte delle nuove generazioni, di salute mentale si parla sempre più spesso e con meno tabù. Se un tempo andare dallo psicologo era qualcosa che molti tenevano segreto, oggigiorno questo stigma si va parzialmente dissolvendo. Tuttavia, a fronte di tutto ciò, le risorse rimangono molto esigue, gli psicologi pubblici spalmati su territori che risulterebbero eccessivi per un medico, certo ancor più per uno specialista della mente. C’è pertanto una particolare attesa nei confronti dell’accordo siglato in sede di Conferenza Stato-Regioni sul Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025-30.
Il tema è particolarmente sentito a Trieste e in Friuli Venezia Giulia dove proprio la salute mentale era stata protagonista di importanti rivoluzioni nel secondo dopoguerra e, negli ultimi anni, di casi di cronaca altrettanto gravi, connessi anche all’esiguità delle risorse disponibili per i Servizi Sociali. Il nuovo accordo dovrebbe tamponare quantomeno l’emergenze più pressanti, rafforzando i servizi territoriali e la Psicologia di Assistenza Primaria. Viene infatti introdotto lo psicologo di base e riconosciuta la Psicologia di Assistenza Primaria come servizio stabile all’interno dei Distretti sanitari e delle Case della Comunità. La Regione si è impegnata, a propria volta, nell’aprire venti Case di Comunità, sei dei quali sono in teoria già operative. Inoltre c’è un’enfasi rinnovata non solo sulla cura, quanto sulla prevenzione.
Per quanto la realtà quotidiana, specie afferente ai Servizi Sociali, dimostri quanto lunga sia la strada da percorrere e come vi sia il dubbio che a specifiche aperture corrispondano la chiusura di altri servizi, l’accordo ha comunque ricevuto l’approvazione dell’Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia.
Infatti Eva Pascoli, presidente dell’Ordine degli Psicologi Fvg e referente del Gruppo di Lavoro Sanità del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, ha sottolineato come sia “una misura di grande importanza, che riconosce finalmente il valore della prevenzione e della presa in carico precoce del disagio psicologico”.
Infatti “Il Piano individua nella prossimità e nell’integrazione tra professionisti la chiave per rafforzare il Servizio sanitario nazionale e garantire risposte efficaci alle persone, lungo tutto l’arco della vita”.
“In una regione come la nostra, caratterizzata da una forte attenzione alla sanità territoriale e da un progressivo invecchiamento della popolazione, la presenza strutturata degli psicologi nelle Case di Comunità potrebbe davvero fare la differenza – ha rimarcato Pascoli – Significa intercettare prima il disagio, ridurre il ricorso improprio ai servizi specialistici e offrire un sostegno concreto a famiglie, giovani, anziani e operatori”.
L’elefante nella stanza rimangono i fondi a disposizione, come ammesso dalla stessa Pascoli: “L’accordo è un punto di partenza importante – conclude la presidente dell’Ordine Fvg – ma sarà determinante accompagnarlo con finanziamenti adeguati e continuativi, affinché le Regioni possano tradurre gli obiettivi del Piano in servizi reali e accessibili per tutti i cittadini. Come Ordine siamo pronti a collaborare con le istituzioni regionali per dare piena attuazione a questa svolta culturale e sociale”.
[z.s.]


