Cultura

Peter Gabriel: ascolta il nuovo singolo “Been Undone

Ieri vi abbiamo dato la notizia dell’annuncio da parte di Peter Gabriel di un nuovo album, intitolato “o/i”. Contestualmente, l’ex-leader dei Genesis aveva rivelato che il primo singolo, “Been Undone”, sarebbe stato pubblicato oggi, 3 gennaio 2026. Ecco, allora, questa prima novità doc dell’anno. “Been Undone” viene presentato nella sua Dark-Side Mix, curata da Tchad Blake. Come dichiarato nella nota ufficiale, ciascun brano di “o/i” sarà proposto in due versioni alternative, definite “Dark-Side” e “Bright-Side”, a sottolineare la pluralità di letture e stati emotivi che attraversano il lavoro. A ogni traccia del disco sarà anche associata un’opera visiva. “Been Undone” è accompagnata da “Ciclotrama 156 (Palindrome)” dell’artista brasiliana Janaina Mello Landini, attiva a San Paolo (vedi sotto). Gabriel ha spiegato così la scelta: l’uso della corda e il suo progressivo srotolarsi evocano strutture naturali, dai tronchi degli alberi alle ramificazioni del cervello, aprendo a molteplici “punti di ingresso” interpretativi. L’artista realizzerà anche un lavoro originale appositamente pensato per il brano, un aspetto che, secondo Gabriel, aggiunge ulteriore tensione creativa al progetto.
Il singolo “Been Undone” è stato scritto e prodotto dallo stesso Gabriel e registrato tra i Real World Studios di Bath e The Beehive di Londra. Si può ascoltare qui sotto.

Peter Gabriel - Been Undone

Il nuovo progetto discografico del musicista inglese arriva come seguito diretto di “i/o” (2023) e ne riprende l’impostazione concettuale: anche questa volta, infatti, Gabriel pubblicherà un brano a ogni plenilunio, fino alla diffusione dell’album completo prevista entro la fine dell’anno.
Presentando l’album, Gabriel ha dichiarato: “Sono felice di dire che questa sera, con la luna piena, iniziamo un nuovo anno di uscite mensili sotto il nome ‘o/i’. Le canzoni sono un insieme di pensieri e sensazioni. Sto riflettendo molto sul futuro e su come potremmo reagire: stiamo entrando in una fase di transizione senza precedenti, probabilmente innescata da tre ondate principali, l’intelligenza artificiale, il quantum computing e l’interfaccia cervello-computer. Gli artisti hanno il compito di guardare nella nebbia e, quando intravedono qualcosa, di tenere in mano uno specchio. Non siamo e non siamo mai stati esseri totalmente autodeterminati e indipendenti a cui è stato dato libero corso sul mondo. Siamo qualcosa d’altro, siamo parte della natura, una parte di tutto, e sentire una qualche connessione, muovere le chiappe e dare e ricevere un po’ d’amore può aiutarci a trovare un nostro posto, e a stamparci un bel sorriso in faccia”, ha aggiunto Gabriel.

Il compositore inglese ha poi sintetizzato il rapporto tra i due album come una sorta di dittico complementare: “i/o” rappresenta “l’interno che trova una nuova via d’uscita”, mentre “o/i” è “l’esterno che scopre un nuovo modo di entrare”. Una riflessione che si allarga a una visione meno individualistica dell’essere umano, inteso come parte integrante della natura e di un tutto più ampio, in cui la connessione emotiva e fisica diventa uno strumento per ritrovare il proprio posto.
Alcuni dei nuovi brani, ha aggiunto, confluiranno nel “brain project” che Gabriel porta avanti da anni, mentre altri nascono semplicemente dal desiderio di trasmettere gioia. “Spero che vi piacciano”, ha concluso.
In un contesto diverso, Gabriel ha anche ringraziato recentemente il regista Josh Safdie per aver inserito il suo brano “I Have The Touch” nel film “Marty Supreme”, interpretato da Timothée Chalamet.




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