Petardi fuori controllo: botti sotto le finestre dell’ospedale
Cresce la protesta per l’uso continuo di petardi in città. Per ora, per quanto noto, davvero poco contrastato e sanzionato. Il problema è che gli scoppi ora avvengono pure in prossimità dell’ospedale San Maurizio di Bolzano e, in particolare, del Padiglione W, dove sono ricoverati pazienti cardiologici, anziani, persone fragili e malati sottoposti a cure palliative. Categorie che hanno bisogno di maggior tutela per ovvi motivi. A segnalarlo a BZ News 24 è una lettrice, che parla di una situazione diventata ormai insostenibile e che andrebbe avanti da settimane, senza soluzione di continuità.
«Peccato che non abbiano mai smesso dal 20 ottobre, è un continuo esplodere di botti. Ora sono in ospedale e non c’è sera che non li facciano esplodere». Una situazione che, sottolinea, non riguarda solo il disturbo acustico, ma ha ripercussioni dirette sulla salute e sul benessere di chi si trova ricoverato. «Qui ci sono malati che soffono pensando a cose peggiori, bambini che si spaventano, vetri che tremano», racconta ancora, evidenziando come il rumore improvviso e ripetuto dei petardi possa generare ansia, paura e stress in persone già provate da condizioni cliniche delicate.
La segnalazione mette l’accento anche sugli effetti sulla fauna selvatica delle zone limitrofe piuttosto verdi. Nel mirino non c’è solo il comportamento di chi fa esplodere i petardi, ma anche l’assenza di soluzioni alternative e di un intervento risolutivo. «Siamo veramente stanchi, non se ne può più. Bisogna trovare una soluzione, ci si deve imporre o creare delle alternative», è l’appello finale. Un invito rivolto a istituzione, amministrazione e forze dell’ordina affinché si pensi finalmente in modo concreto a modalità diverse di animazione o intrattenimento, magari concentrate in luoghi e forme che non arrechino danno o disturbo a chi vive situazioni di fragilità. Non ci si può certo illudere sia sufficiente un manifesto di scarsa cura grafica.
✍️ Alan Conti




