Marche

pestaggio a scuola, 11enne ferito finisce in ospedale

SENIGALLIA Attirato con l’inganno dai bulli, un alunno di 11 anni è stato picchiato alla scuola Mercantini. E’ accaduto la settimana scorsa, ma soltanto ieri la notizia si è diffusa. L’alunno preso di mira frequenta la prima media. Sarebbe stato accerchiato e preso a calci e pugni. Il motivo non si conosce con precisione. Viene descritto come un ragazzino tranquillo, buono, che va d’accordo con tutti. Forse questo è il problema.

La vigliaccheria

I bulli avevano bisogno di dimostrare quanto fossero forti con chi non avrebbe potuto reagire. Una preda facile, insomma. La zia è andata a prendere a scuola il nipote e si è subito accorta che qualcosa non andava. Era cupo e taciturno. Qualche smorfia di dolore in volto, nel muoversi. Ha chiesto cosa avesse ma lui, titubante, ha cercato di rassicurarla, non voleva farla preoccupare. Forse non voleva nemmeno si sapesse quanto accaduto perché, se avesse parlato, gli spacconi avrebbero potuto rincarare la dose. La paura di prenderne ancora c’era ma, di fronte all’insistenza della zia, davvero preoccupata, e rassicurato dal fatto che qualsiasi cosa fosse successa l’avrebbero affrontata insieme con i genitori, si è confidato. Ha raccontato per filo e per segno come erano andate le cose. Gli hanno detto che dovevano parlargli, lui li ha ascoltati. Non voleva seguirli ma all’improvviso si è ritrovato solo con loro. Hanno iniziato a picchiarlo. Non in volto. Non potevano farlo uscire da scuola con i lividi in faccia. Qualcuno si sarebbe accorto. Loro invece volevano solo dargli una lezione senza che altri sapessero.

Le cure

Calci e pugni alla pancia, sulla schiena, contro le gambe. I lividi c’erano eccome, ma nascosti sotto i vestiti. I genitori l’hanno quindi accompagnato al Pronto soccorso per le cure del caso e poi dai carabinieri per sporgere denuncia. «Posso confermare l’accaduto – spiega l’avvocato Alessandro Angeletti, legale della famiglia – ma la situazione è molto delicata quindi, al momento, attenderei l’esito delle indagini. Quello che posso dire è che i miei assistiti erano tranquilli avendo affidato il figlio alla scuola e mai si sarebbero potuti immaginare che in un ambiente protetto, come dovrebbe essere appunto quello scolastico, potesse accadere una cosa del genere». Gli aggressori sono tutti minorenni e questo rende davvero delicata la situazione perché si sono macchiati di un reato grave dopo un pestaggio senza senso, che forse serviva solo per mostrarsi forti davanti ad altri. «Non abbiamo capito il motivo – conclude l’avvocato – non risulta ci fosse».




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