Marche

Pesaro, spacciatore preso con la cocaina

PESARO Sorpreso a spacciare nel parcheggio del distributore vicino al casello dell’Autostrada, arrestato. Sembrava incensurato, ma il pubblico ministero ha scoperto il trucco sul nome e cognome. Ieri mattina in tribunale la direttissima per un 30enne tunisino accusato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Il fermo

I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile hanno avviato nei giorni scorsi delle indagini dopo aver captato che nella zona di Borgo Santa Maria si era creata una sorta di piazza di spaccio dove un pusher incontrava i suoi clienti in un parcheggio. Così si sono appostati e hanno atteso l’arrivo del tunisino e poi di un cliente. Hanno prima fermato il giovane compratore trovandolo in possesso della cocaina. Poi ne è arrivato un altro e i militari sono intervenuti bloccando il 30enne. Addosso aveva 2 dosi termosigillate di cocaina. Poi la perquisizione è proseguita a casa dove sono state trovate altre 38 dosi di cocaina per un totale di 30 grammi circa. Erano tutte divise e pronte per lo spaccio. In casa anche due grammi di hashish. Aveva anche 180 euro, ritenuti proventi delle vendite della sostanza. Così è scattato l’arresto per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Ieri mattina, difeso dall’avvocato Monica Massari, è stato portato davanti al giudice.

Le scuse

L’uomo ha chiesto scusa, promettendo di smettere di spacciare. Era arrivato a Pesaro da dicembre, con lavori saltuari come muratore. Avrebbe iniziato il business della droga per ragioni economiche in quanto lo stipendio era precario, nonostante avesse avuto da poco un contratto. In aula però si è scoperto che il tunisino non era incensurato perché a Parma aveva riportato una condanna per spaccio a 2 anni di reclusione. Ma aveva fornito un alias, invertendo il nome con il cognome. L’avvocato ha chiesto un termine a difesa per procedere con una messa alla prova con lavori socialmente utili o con il rito abbreviato.

La decisione

Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto la misura dell’obbligo di firma tre volte a settimana. I carabinieri del Norm continueranno i controlli perché sono settimane molto calde rispetto allo spaccio, come dimostrano i continui arresti non solo al parco Miralfiore e stazione ma anche nelle periferie come in questo caso. La piccola piazza di spaccio occupata dal tunisino è stata smantellata.




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