Pesaro, se ne vanno lo storico Ghiotto, la banca e l’Esagono: «Vendo dopo la pensione»

PESARO – Da zona di piccolo commercio, bar e piccoli ristoranti ad hub di servizi e di riferimento per grande distribuzione e catene: sta cambiando volto quella parte di Torraccia fra via Degli Abeti, via Gagarin e strada Montefeltro. Da cuore dell’artigianato, del commercio al dettaglio, attraversando la via, sulle vetrine compaiono cartelli vendesi e affittasi.
Le chiusure
Una trasformazione che ha colpito anche il settore degli esercizi a conduzione familiare e dei servizi. Al posto del commercio di prossimità in via Degli Abeti ci si sta adattando alle nuove esigenze. Ha deciso di chiudere il bar-ristorantino Il Ghiotto. «Abbiamo visto nascere quest’area commerciale – commenta Francesco Piermattei, titolare del Ghiotto – quando siamo arrivati c’era poco o nulla mentre oggi Torraccia vive una fase di trasformazione radicale. Una chiusura che per me significa un cambio di passo per aprirmi altre prospettive, che credo questa zona non possa più offrirmi da qualche tempo a questa parte».
Prima della rotatoria che porta allo Spazio Conad ha chiuso anche la filiale di Banca Intesa. Quando se ne va una banca si sa, viene a mancare un servizio di prossimità oggi fondamentale ma la scelta dell’istituto di credito dipende da una riorganizzazione territoriale, con accorpamenti di filiali minori.
I negozi
Attraversando via Degli Abeti si incontra quella che un tempo era la zona del commercio all’ingrosso. «Dal 2016 dopo aver acquistato parte del capannone mi sono trasferita al civico 170 sul fronte della via – riferisce Roberta Baldelli di “Esagono tessuti-tappezzerie-mercerie” – sono vicina alla pensione e ho scelto di vendere la sede.
Stanno cambiando le destinazioni d’uso e si passa da polo della moda a snodo polifunzionale. Chi prima faceva piccolo commercio non c’è più facendo posto a rivendite di mobili usati, negozi di moto e accessori, vendita di auto, impianti di condizionamento, fotovoltaico e altri servizi».
C’è poi Michele Gallizioli con il suo ingrosso di biancheria: «Ci adattiamo a un comparto che cambia: non facciamo vendita online ma abbiamo potenziato le chat di messaggistica e le app di pagamento proprio per facilitare i negozi. Negli ultimi due anni se ne sono andati già un paio di grossisti e c’è chi si sta diversificando verso servizi come palestre e cura del corpo». «A Torraccia – commenta Alessandro Amantini dell’immobiliare Lalla Bianchi – vanno forte quei capannoni più piccoli anche di 600-750 metri quadri e comunque non superiori ai 1.500. Particolarità questa, che differenzia questa zona dalla vicina area artigianale-produttiva di via Jesi. Per capannoni a commerciale il prezzo di vendita va dai 700 ai 1800 euro circa a metro quadro, mentre per gli uffici dai 600 ai 1700 euro».
Le catene
E c’è chi approfitta di questi spazi. «In questa fase è un corso una trattativa per un capannone di circa 5 mila metri quadri mentre qualche mese fa il gruppo Burger King ci ha contattato per espandersi a nord delle Marche alla ricerca di un secondo capannone o negozio da aprire più vicino al centro, rispetto a via Gagarin».




