Umbria

Perugia, tra fischi e urla sindaci e consiglieri di centrodestra in piazza contro la manovra


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Tra fischi e invettive, la Regione cerca una via d’uscita: O troviamo 73 milioni entro aprile o il governo ci commissaria’ avverte Proietti

 di Vincenzo Diocleziano

Una piazza arrabbiata, slogan urlati e toni accesi hanno caratterizzato martedì il corteo di sindaci e consiglieri regionali davanti a Palazzo Cesaroni, sede del Consiglio regionale dell’Umbria. La protesta, organizzata dalle forze di centrodestra, ha riunito tra le 200 e le 300 persone, tra amministratori locali e cittadini, per contestare la recente manovra fiscale regionale. Tra gli altri erano presenti l’ex presidente della Regione Donatella Tesei e il sindaco di Terni, neopresidente della Provincia, Stefano Bandecchi. Con loro il segretario umbro della Lega Riccardo Augusto Marchetti e il portavoce nazionale di Forza Italia Raffaele Nevi. I manifestanti hanno esposto cartelli con la scritta «no a nuove tasse» mentre i consiglieri regionali di centrodestra, che da qualche giorno occupano l’assemblea, hanno spiegato che rimarranno in aula almeno fino al 10 aprile. 

Proietti Al centro delle critiche è finita la presidente della Regione, Stefania Proietti, che ha tentato di parlare ai manifestanti dalle scalinate di Palazzo Donini, ma è stata sommersa dalle urla della folla. Proietti ha provato a spiegare la situazione, ma il clima era troppo teso: «Non possiamo illudere i cittadini: se non troviamo soluzioni entro il 30 aprile, sarà il Ministero a imporci manovre ancora più pesanti», ha detto, cercando di farsi sentire senza però riuscire a placare gli animi. Martedì infatti al termine del tavolo tecnico fra Regione e ministero dell’Economia quest’ultimo ha accertato un disavanzo da 73 milioni di euro.

IL MEF ACCERTA DISAVANZO DA 73 MILIONI DI EURO

Bandecchi A fare da “scudo” tra la folla e la presidente è intervenuto Bandecchi, che ha cercato di calmare gli animi e ristabilire un dialogo: «La protesta è legittima, ma dobbiamo discutere nelle sedi giuste, altrimenti rischiamo solo di peggiorare la situazione», ha sottolineato. I manifestanti hanno però continuato a chiedere risposte immediate: «Se avesse vinto il centro-destra, questa stangata fiscale non l’avreste mai fatta!», ha urlato il capogruppo della Lega Umbria Enrico Melasecche, mentre altri scandivano: «Vergogna! La sanità è allo sfascio!».

Minaccia Commissariamento Il nodo principale è il rischio di commissariamento da parte del Ministero dell’Economia se la Regione non troverà entro poche settimane una copertura al deficit. Proietti ha avvertito: «Se non approviamo una manovra equa, dal 1° giugno scatteranno aumenti automatici per tutti, e non sarà più possibile mitigarli». Intanto, l’opposizione promette battaglia politica e legale affermando che «se non ci sarà un tavolo serio di confronto, bloccheremo tutto con ogni mezzo».

Confronto La piazza si è sciolta solo dopo l’impegno formale a riaprire il confronto, ma la tensione resta alta. La prossima settimana la Commissione Sanità del consiglio regionale si riunirà per discutere la manovra, mentre i sindaci minacciano nuove proteste se non vedranno fatti concreti. «I cittadini ci stanno guardando: o troviamo una soluzione insieme, o pagheranno tutti, soprattutto i più deboli», ha concluso Bandecchi, mentre la folla si allontanava tra fischi e invettive.

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