Umbria

Perugia, manda all’ospedale l’arbitro con una testata: radiato dal sistema federale


di Daniele Bovi

Dopo l’espulsione dal terreno di gioco arriva quella – per sempre – dal sistema calcio federale. Sono durissime le sanzioni del giudice sportivo contro il giocatore della Virtus Collina che domenica, durante una partita di Prima categoria contro l’Olimpia Umbria, ha colpito con una testata l’arbitro, finito al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della misericordia di Perugia con una contusione della piramide nasale e una ecchimosi del labbro superiore; ferite che gli hanno impedito di portare a termine l’incontro.

Le decisioni Stando al referto, la gara è stata interrotta al 14’ del primo tempo. Nel verbale si legge che, dopo l’espulsione, il calciatore della Virtus Collina «colpiva con una violenta testata al volto l’arbitro, che non era più in grado di proseguire nella direzione dell’incontro a causa della perdita di sangue e dei giramenti di testa». Per quanto riguarda la partita il giudice sportivo, Fabrizio Domenico Mastrangeli, ha inflitto alla Virtus Collina la sconfitta a tavolino per 0-3. Alla società è stata inoltre comminata una multa di 400 euro, sia per l’episodio che ha causato l’interruzione della gara, sia per il comportamento di alcuni tesserati che, come riportato nel provvedimento, avrebbero applaudito ironicamente l’arbitro «prendendosi gioco delle sue condizioni fisiche». La sanzione, precisa il giudice, rileva anche ai fini dell’eventuale applicazione di ulteriori misure amministrative previste a livello federale per contrastare episodi di violenza nei campionati dilettantistici.

Radiato Sul piano disciplinare individuale, invece, al calciatore autore del gesto violento oltre a una lunga squalifica con scadenza nel gennaio 2031, è stata applicata la misura più grave prevista dall’ordinamento sportivo: la preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc. Una decisione motivata dalla «riprovevolezza ed estrema gravità della condotta», definita «del tutto gratuita, abnorme e incompatibile con i principi di lealtà e correttezza», e dalla pericolosità del colpo, ritenuto idoneo a provocare conseguenze fisiche anche più gravi di quelle accertate dai medici. In termini concreti, si tratta di un allontanamento definitivo dal calcio federale.

Gli altri episodi Oltre a quello che riguarda la Virtus Collina, altri casi sono finiti sulla scrivania del giudice sportivo. In una partita di Prima categoria tra Ferentillese e Pro Ficulle, gli atti sono stati trasmessi alla Procura federale per identificare una persona che si sarebbe qualificata come presidente della Ferentillese e che, secondo il referto, avrebbe rivolto gravi insulti all’arbitro sia durante sia al termine dell’incontro. Sempre sul fronte del comportamento del pubblico, una gara del Papiano 1965 dovrà essere disputata a porte chiuse. In questo caso la tifoseria avrebbe insultato l’arbitra «con espressioni gravemente offensive, di carattere sia discriminatorio che sessista» dall’inizio del primo tempo fino al rientro del direttore di gara negli spogliatoi. Ammende per 600 euro sono state inflitte sia alla Ferentillese sia al Papiano 1965 per cori e minacce rivolti agli arbitri.

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