Perugia, con il secondo forno cremazione sarà garantita entro 24 ore
di Daniele Bovi
Garantire la cremazione entro 24 ore, facendo sì che al dolore della perdita non si aggiunga anche quello provocato dalle lunghe attese. Nelle scorse ore il Comune di Perugia ha approvato il progetto esecutivo per la realizzazione del secondo forno crematorio della città, che sarà installato al cimitero monumentale accanto a quello attuale e che diventerà uno degli impianti di riferimento per tutta l’Umbria.
Numeri in crescita L’approvazione arriva in un contesto in cui la domanda di cremazione continua a crescere sia in Italia sia a Perugia. Secondo i numeri forniti nella relazione tecnico-illustrativa del progetto, nel triennio 2022-2024 su un totale di quasi 3mila operazione cimiteriali, oltre 2mila (i dati oscillano da 2.044 a 2.180) sono cremazioni; e a testimonianza del ruolo strategico del secondo impianto, quasi 1.200 cremazioni all’anno riguardano persone che non risiedevano a Perugia.
Servizio continuo Il nuovo impianto mira a rispondere con maggiore efficienza alle esigenze delle famiglie e a rafforzare il ruolo del capoluogo umbro come punto di riferimento regionale – di fatto l’unico – e a garantire un servizio continuo, sicuro e sostenibile. Nel documento si ricorda che l’impianto storico, attivo dal 1895, ha subito una forte usura, accentuata dall’emergenza pandemica. La relazione illustrativa parla di una struttura sottoposta a «notevole usura» e di un fabbisogno crescente che ha determinato la necessità di un intervento strutturale.
Una lunga storia L’intervento si inserisce in una storia lunga più di un secolo. Perugia, infatti, fu tra le prime città del Centro Italia a adottare la cremazione come pratica ordinaria, scelta in anticipo rispetto al resto del paese. La fondazione della «Società per la Cremazione de’ Cadaveri» nel 1884 e la successiva decisione del Comune di concedere gratuitamente l’area per costruire il primo forno testimoniano un’apertura culturale – è scritto nella relazione – rara per l’epoca. L’impianto entrò in funzione nel gennaio 1895 e rimase operativo fino al 1990, con la cremazione di 254 persone. Dopo un ammodernamento, tornò attivo nel 1994.
Entro 24 ore Il progetto esecutivo approvato dal Comune prevede la costruzione di un nuovo edificio accanto all’attuale struttura e l’installazione di un secondo forno, in grado di assicurare il servizio anche durante i fermi tecnici per manutenzione, riducendo in modo significativo i tempi di attesa. La relazione illustrativa indica infatti come priorità la possibilità di effettuare il servizio «entro 24 ore dall’arrivo del feretro», eliminando le attese che negli ultimi anni si sono fatte più frequenti a causa del sovraccarico dell’unico impianto disponibile.
Il progetto La nuova struttura sarà realizzata nell’area oggi occupata dai container refrigerati installati durante la pandemia. Il progetto architettonico punta a ricucire gli spazi esistenti e a restituire decoro all’intera zona, con un edificio caratterizzato da forme essenziali e materiali come il calcestruzzo a vista e lo zinco. L’ingresso sarà segnato da una passerella che attraversa una lama d’acqua, mentre i locali dedicati all’accoglienza saranno illuminati da ampie vetrate. Il portico di collegamento tra il nuovo volume e quello attuale fungerà da spazio di arrivo protetto e discreto. La relazione sottolinea la volontà di «ricucire e rivalutare le esistenti strutture cimiteriali» creando ambienti «idonei al cordoglio e a coltivare il ricordo». L’impianto sarà poi dotato di un sistema di tracciabilità per evitare errori o manipolazioni e di uno per il recupero del calore, così da ridurre i costi di gestione.
L’iter In tutto si parla di un investimento da quasi 1,6 milioni di euro. L’opera è ricompresa nel programma triennale dei lavori pubblici ed è stata preceduta da uno studio di fattibilità approvato nel 2023 dalla precedente giunta. I prossimi passaggi burocratici riguarderanno le procedure di gara per acquistare l’impianto e assegnare i lavori. Una volta individuato il fornitore, si potrà avviare la procedura ambientale conclusiva.
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