Perugia, con il Bar Camp i cittadini ‘invadono’ le sale comunali
di Elle Biscarini
Palazzo dei Priori questa mattina si è trasformato in uno spazio di confronto aperto. È in corso l’appuntamento di “Partecipa Perugia” dedicato alle Case della partecipazione, luoghi pensati per rafforzare il coinvolgimento della comunità nella vita pubblica cittadina. L’iniziativa rientra nel percorso avviato dal Comune di Perugia con il supporto dell’Ateneo e rappresenta una nuova tappa dopo la selezione dei cento componenti dei Laboratori di comunità. La sindaca: «La partecipazione rafforza le istituzioni, migliora la qualità delle politiche e crea coesione comunitaria».
Nelle sale del palazzo storico si alternano interventi, proposte e momenti di discussione secondo la metodologia del Bar Camp, che lascia la parola direttamente a cittadine e cittadini. Chi prende parte all’evento presenta idee, spunti e riflessioni sul tema “La tua idea per le Case della partecipazione: attività, organizzazione e luoghi”, con contributi brevi e mirati, seguiti dal confronto con il pubblico.
«Il metodo scelto, quello del Bar Camp, ossia una “non-conferenza”, un evento aperto e partecipativo in cui i contenuti sono creati dai partecipanti stessi, anziché essere definiti da relatori preselezionati, è quello che maggiormente garantisce la partecipazione attiva» spiega Liramalala Rakotobe Andriamaro del gruppo di ricerca dell’Università di Perugia, coordinato dalla professoressa Alessandra Valastro, che collabora a realizzare il progetto. In pratica, tutti i partecipanti sono invitati a contribuire, proponendo temi, presentando idee, partecipando a discussioni o aiutando nell’organizzazione. Il programma non è prestabilito, ma ha una struttura flessibile.. Durante l’evento, i partecipanti possono proporre argomenti, formando così gruppi di discussione intorno a temi scelti. Il Bar Camp si basa sul principio dell’intelligenza collettiva, dove chiunque può “salire in cattedra” per condividere esperienze, progetti o idee. Niente ‘spettatori’, il focus è sullo scambio di conoscenze, sull’innovazione e sulla creazione di nuovi spazi di dialogo.
Il clima è quello di un laboratorio aperto: chi partecipa può scegliere liberamente quali interventi seguire, spostandosi tra le diverse sessioni in base al programma disponibile in mattinata. L’obiettivo è raccogliere contributi utili che confluiranno nel lavoro dei Laboratori di comunità, chiamati a elaborare proposte concrete sul futuro di questi spazi di partecipazione. La sindaca Ferdinadi si è detta molto soddisfatta del risultato e dei numeri provvisori: 40 relatori e circa 200 uditori, che hanno invaso Palazzo dei Priori per confrontarsi e scambiarsi idee per migliorare la propria città.
L’iniziativa prosegue per l’intera giornata ed è accessibile a tutte e tutti, con la possibilità di segnalare esigenze specifiche in fase di iscrizione. Al centro resta l’idea di una città che prova a costruire strumenti condivisi, partendo dall’ascolto e dal coinvolgimento diretto della comunità.
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