Umbria

Perugia, addio a Giovanni Galeone. Fu protagonista della promozione del 1996


Proprio mentre la squadra sta effettuando le operazioni di riscaldamento in vista del delicato match di Pontedera giunge una notizia che manda il Perugia in lutto: è morto Giovanni Galeone, storico allenatore che contribuì a far tornare grande questi colori. Aveva 84 anni.

“Il Profeta”, come veniva chiamato dai tifosi soprattutto per io gioco spettacolare che sapeva dare alle formazioni che allenava, era malato da tempo ed era ricoverato in ospedale ad Udine.

Nato a Napoli il 25 gennaio del 1941, Galeone aveva fatto la sua comparsa, malgrado il suo fisico fosse già piuttosto debilitato, ai festeggiamenti dei 120 del Grifo mostrandosi lucido nell’affrontare determinate tematiche riguardanti proprio la società biancorossa.

Un invito assolutamente sacrosanto visto ciò che seppe fare in quel 1995/96, chiamato da Luciano Gaucci per sostituire Diego Giannattasio, che a sua volta aveva preso il posto di Walter Novellino, esonerato dopo un avvio di campionato al di sotto delle aspettative.

Grazie ad un calcio che seppe valorizzare uno per uno tutti gli interpreti di quella rosa il Perugia iniziò una rimonta vertiginosa e raggiunse il quarto posto all’ultimo tuffo grazie al 3-2 rifilato al Verona all’ultima giornata in un Curi gremito fino all’inverosimile. Un’impresa straordinaria, di cui si parla ancora oggi.

Galeone ha poi ottenuto altri importanti risultati a Pescara (altra città rimasta nel suo cuore) e Udine.

Una fine burrascosa

Il rapporto tra il tecnico friulano ed il Perugia si concluse nell’autunno del 1996, quando venne esonerato da Gaucci a causa di alcune divergenze tra i due sorte nel corso di quel campionato di serie A, in cui i biancorossi occupavano una tranquilla posizione di centro classifica. Non bastò lo 0-0 di Bologna, ottenuto tra l’altro in condizioni di totale emergenza, per proseguire l’avventura.

Al suo posto arrivò Nevio Scala, che non riuscì a salvare i Grifoni da una dolorosissima retrocessione arrivata all’ultima giornata in quel di Piacenza.

In molti si chiedono cosa sarebbe accaduto se Galeone non fosse stato esonerato e in quale posizione i biancorossi sarebbero potuti arrivare al termine di quella stagione: un rimpianto che a 28 anni di distanza la tifoseria, che ha sempre riservato al Profeta grande stima ed affetto ogni volta che è tornato al Curi, si porta ancora dietro. 

 


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