Persone con disabilità e caregiver, sostegni per oltre 627 milioni
Al via da gennaio Vita e Opportunità, un bando, con una dotazione di oltre 370 milioni, «che finanzierà progetti in grado di promuovere al meglio la dimensione abitativa, lavorativa e ricreativa della vita delle persone con disabilità, affiancando l’entrata in vigore del progetto di vita con azioni concrete». Così la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, spiega a Il Sole 24 Ore la nuova misura rivolta agli Enti del Terzo settore che devono lavorare in rete, anche con il supporto delle istituzioni, e garantire continuità ai progetti. «Con le risorse a disposizione sarà possibile ristrutturare spazi, acquistare mezzi di trasporto, attrezzature e materiale, attivare corsi di formazione per l’inclusione lavorativa e anche per gli operatori. Il bando – aggiunge Locatelli – prevede altre due linee di azione: una per la promozione del lavoro nell’agricoltura sociale e una per il tempo ricreativo di bambini e adolescenti con disabilità. L’obiettivo è sostenere e creare modelli di azione virtuosi, replicabili e duraturi».
Le risorse in Manovra
L’impegno nei confronti dell’accessibilità e dell’inclusione trova spazio anche nella legge di Bilancio, approvata ieri alla Camera con 216 sì, con lo stanziamento di risorse per il riconoscimento dei caregiver familiari. «Si tratta di 257 milioni che dovranno essere ripartiti ai caregiver familiari conviventi e prevalenti secondo quanto stabilito dalla cornice normativa che verrà approvata dal consiglio dei Ministri a gennaio», commenta la ministra. «Dopo anni in cui sono naufragate più di 30 proposte di legge, con questa proposta a tutele differenziate – sulla quale hanno lavorato più di 50 soggetti tra familiari, associazioni e territori – si potrà garantire maggior dignità e sostegno concreti a tutti i caregiver familiari».
L’obiettivo del Governo è mettere un punto fermo dal quale non tornare più indietro, con la prospettiva, anzi, di dare migliori garanzie e tutele alle persone con disabilità e alle loro famiglie. «Questa volta abbiamo l’occasione di andare fino in fondo: c’è la norma, una copertura economica – la più elevata tra tutte quelle contenute nelle proposte di legge del passato –, si individua una platea e soprattutto si garantiscono sostegni economici e non economici», conferma Locatelli, delineando la struttura dell’intervento: ai caregiver conviventi, con basso reddito e carico assistenziale elevato, viene riconosciuto un contributo economico esentasse fino a 400 euro mensili, erogato trimestralmente o semestralmente.
Previste, inoltre, una serie di tutele non economiche, come la possibilità di richiedere che il progetto di vita o il piano assistenziale individualizzato includa:
- la sostituzione del caregiver entro 24h in emergenze, il supporto psicologico, visite e teleconsulti medici, accesso prioritario a interventi sanitari e la programmazione tempestiva degli interventi;
- l’accesso ai dati sanitari della persona assistita;
- il riconoscimento delle competenze acquisite attraverso il compito di cura per ottenere la qualifica di operatore socio-sanitario o di altre figure professionali dell’area socio-sanitaria, al fine di favorire il reinserimento lavorativo;
- la modifica dell’orario di lavoro per attività di cura e uso del lavoro agile;
- l’estensione del diritto al congedo parentale fino a 18 anni;
- la possibilità di ricevere ferie e permessi solidali dai colleghi dipendenti dello stesso datore di lavoro.
«Nel caso in cui si tratti di un giovane caregiver – precisa inoltre la ministra – sarà possibile richiedere la compatibilità dell’orario di servizio civile con l’attività di cura, essere esonerati dal pagamento delle tasse universitarie, se studenti, e ottenere il riconoscimento dell’esperienza di cura come credito formativo e nei percorsi di formazione scuola-lavoro».
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