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Perché tante commissioni nelle scuole? Che lavoro svolgono? Quali compensi per i docenti?

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L’istituzione scolastica, per poter funzionare in modo efficace, trasparente e conforme alla normativa vigente, si avvale di una serie articolata di organismi, tra cui le commissioni. Quest’ultime rappresentano uno strumento operativo fondamentale attraverso cui il Dirigente Scolastico e gli organi collegiali principali (Collegio Docenti e Consiglio di Istituto) esercitano le proprie funzioni di indirizzo, progettazione, gestione e valutazione. Esse consentono di distribuire compiti, valorizzare competenze specifiche e rendere più efficiente l’azione amministrativa e didattica della scuola.

Definizione e natura delle commissioni scolastiche

Le commissioni scolastiche sono organismi interni alla scuola, costituiti da docenti (e, in alcuni casi, anche da personale ATA, come nel caso della commissione elettorale), con il compito di approfondire, progettare, coordinare o gestire specifici ambiti dell’attività scolastica. Come anticipato, non possono essere considerati organi collegiali in senso stretto, ma strutture che agiscono su mandato degli organi collegiali o del Ds. La loro natura è prevalentemente consultiva e propositiva, ma in alcuni casi può assumere anche carattere operativo ed esecutivo. Le commissioni, infatti, elaborano proposte, linee guida, progetti e documenti che vengono poi sottoposti all’approvazione degli organi competenti.

Il fondamento giuridico delle commissioni

Va chiarito un punto preliminare fondamentale: l’istituto delle commissioni scolastiche non è nominato né disciplinato in modo espresso da una norma primaria. Esse esistono e operano in virtù dell’autonomia scolastica e delle competenze attribuite agli organi collegiali. Il loro fondamento giuridico è quindi indiretto, non tipizzato.
Secondo l’art. 7 del D. Lgs. n. 297/1994, il Collegio Docenti ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico. In particolare, cura la programmazione dell’azione educativa e formula proposte per lo svolgimento delle attività scolastiche. È proprio su questa base che il Collegio può istituire articolazioni interne, come le commissioni, dotate di funzione istruttoria e propositiva. L’art. 10 attribuisce inoltre potere deliberante al Consiglio di Istituto per quanto concerne l’organizzazione e la programmazione della vita e dell’attività della scuola.
Dunque, è vero che il Testo Unico non menziona esplicitamente le commissioni, ma legittima la loro esistenza attraverso le competenze attribuite agli organi collegiali.

Il ruolo dell’autonomia scolastica e del Dirigente Scolastico

Decisivo è il DPR n. 275/1999, che costituisce il vero e proprio fulcro normativo per l’istituzione dell’organismo. In particolare, riconosce l’autonomia delle istituzioni scolastiche (art. 1), individua il PTOF come atto fondamentale dell’identità progettuale della scuola (art. 3) e consente alle scuole di adottare soluzioni organizzative funzionali alla realizzazione del PTOF (art. 5). In tal modo le commissioni trovano legittimazione non come soggetti giuridicamente autonomi, bensì come strumenti organizzativi interni.
Inoltre, l’art. 25 del D. Lgs. n. 165/2001 attribuisce al Dirigente Scolastico la responsabilità della gestione unitaria dell’istituzione scolastica e l’organizzazione delle risorse umane. Da qui deriva dunque la possibilità di conferire incarichi, individuare referenti e coordinare strutture interne, nel rispetto delle competenze degli organi collegiali.

Modalità di istituzione e nomina dei componenti

Il Collegio Docenti è di norma l’organo che delibera la costituzione delle commissioni, ne definisce le finalità e individua i criteri di composizione.
Generalmente, durante una delle sedute collegiali, vengono istituite le commissioni ritenute idonee a rientrare nella sfera didattico-progettuale della scuola, in coerenza con quanto previsto dal PTOF. La pratica più comune è quella di richiedere candidature spontanee. Nei casi in cui vi siano più disponibilità rispetto a quanto preventivato, si procederà a votazione.
Un’altra ipotesi è quella in cui il Collegio individua i criteri e la struttura di base della commissione operante, lasciando al Dirigente Scolastico il compito di individuare i componenti. Questa avviene mediante designazione diretta, basandosi sulle competenze ritenute necessarie per lo svolgimento del compito. In entrambi i casi, è sempre il Dirigente Scolastico a nominare formalmente i componenti della commissione, attribuendo l’incarico con atto interno.
La durata dell’incarico può essere annuale o pluriennale, in coerenza con il PTOF e con la programmazione delle attività scolastiche. È prassi che le commissioni vengano rinnovate all’inizio di ogni anno scolastico.

Funzioni e compiti delle commissioni

Le funzioni delle commissioni scolastiche sono molteplici e variano in base all’ambito di intervento. In linea generale, esse svolgono attività di:
• analisi dei bisogni formativi e organizzativi;
• progettazione didattica ed educativa;
• coordinamento tra docenti e dipartimenti;
• monitoraggio e valutazione delle attività;
• supporto al Dirigente Scolastico e agli organi collegiali.
Attraverso tali funzioni, le commissioni contribuiscono in modo significativo al miglioramento della qualità dell’offerta formativa.

Far parte di una commissione è obbligatorio?

No. Il docente non è tenuto a far parte di una commissione in quanto trattasi di incarichi aggiuntivi che eccedono la funzione docente a cui è preposto. Tra l’altro, l’inserimento in commissione avviene su base volontaria, e dunque deve essere sempre preventivamente richiesta l’adesione.
Resta escluso dal discorso la Commissione per gli Esami di Maturità, che ha una sua struttura ben precisa e che è estranea dal concetto di commissione trattato in quanto non è un’articolazione del Collegio Docenti o un supporto al Dirigente Scolastico, ma è un organismo che ha una funzione ben precisa che è legata all’assolvimento degli obblighi di fine ciclo.

Obblighi, responsabilità, documentazione e compensi

A proposito di obblighi, i componenti di una commissione, dopo aver accettato l’incarico, sono tenuti a partecipare alle riunioni, a svolgere i compiti assegnati e a rispettare le scadenze stabilite. Essi devono inoltre attenersi alle disposizioni normative in materia di riservatezza, trasparenza e correttezza amministrativa.
Dal punto di vista della responsabilità, l’attività svolta nelle commissioni rientra a pieno titolo nelle funzioni professionali del personale scolastico, con le conseguenti responsabilità disciplinari e, nei casi previsti, amministrative.
Un aspetto centrale del lavoro delle commissioni è la produzione di documentazione. Ogni riunione dovrebbe essere verbalizzata, indicando presenze, argomenti trattati e decisioni assunte. I verbali e i documenti prodotti costituiscono atti ufficiali della scuola e devono essere conservati secondo le norme vigenti. La trasparenza dell’azione amministrativa impone che tali documenti siano accessibili agli organi competenti.
Gli incarichi possono essere retribuiti ricorrendo generalmente al Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa (FMOF) e sono disciplinati dalla contrattazione integrativa di istituto. Di regola, i compensi sono forfettari e con una misura oraria predefinita.

Tipologie di commissioni

Nel sistema scolastico italiano, l’unica commissione espressamente prevista e disciplinata dalla normativa generale è la commissione elettorale di istituto (OM n. 215/1991). Tutte le altre commissioni operanti nelle scuole trovano fondamento esclusivamente nell’autonomia organizzativa e didattica delle istituzioni scolastiche. Pertanto, come anticipato, l’elenco delle commissioni presentato di seguito non può essere esaustivo, in quanto esse rientrano in una categoria “aperta”.
Sebbene non vi sia una classificazione ufficiale, possiamo distinguere le commissioni su base funzionale, in relazione all’area di intervento cui afferiscono, nelle seguenti tipologie:
• Commissioni didattico-pedagogiche
• Commissioni organizzative
• Commissioni progettuali
• Commissioni per attività esterne
• Commissioni per innovazioni
• Commissioni per sicurezza e benessere

Commissioni didattico-pedagogiche

Commissione PTOF – Supporta la progettazione, l’attuazione e il monitoraggio del PTOF. Di norma è composta da un minimo di 3 fino a un massimo di 6 docenti, rappresentativi dei diversi ordini e indirizzi di scuola presenti in istituto; può includere docenti con funzioni di sistema o collaboratori del dirigente e componenti individuati collegialmente.
Commissione Curricolo – Cura l’elaborazione e l’aggiornamento del curricolo verticale e orizzontale dell’istituto, favorendo la coerenza dei percorsi formativi e la continuità didattica. Ne fanno parte docenti rappresentativi delle diverse discipline individuati dal Collegio Docenti, spesso in raccordo con i vari dipartimenti disciplinari.
Commissione Valutazione – Elabora criteri, strumenti e procedure di valutazione degli apprendimenti e del comportamento, con funzione istruttoria rispetto alle deliberazioni collegiali. È normalmente composta da docenti con esperienza nella valutazione e nel coordinamento didattico, individuati in relazione alle esigenze dell’istituto.
Commissione Inclusione – Supporta le politiche inclusive dell’istituto, promuovendo azioni rivolte agli alunni con disabilità, con bisogni educativi speciali o con disturbi specifici di apprendimento. Non deve essere costituita esclusivamente da docenti di sostegno, anzi, è auspicabile un’integrazione della componente curricolare. Opera in raccordo con le figure e i gruppi previsti dalla normativa specifica in materia (referenti per l’inclusione, area BES, docenti di sostegno, GLO, GLI ecc.).
Commissione Orientamento – Coordina le attività di orientamento in entrata, in itinere e/o in uscita, sostenendo gli studenti nei processi di scelta e di transizione tra i diversi percorsi di studio. Opera a stretto contatto con i docenti tutor per l’orientamento e il docente orientatore di recente istituzione (DM n. 328/2022).
Commissione Continuum – Cura il raccordo educativo e didattico tra i diversi ordini di scuola, favorendo il passaggio degli alunni e la condivisione di pratiche e strumenti comuni.
Commissione Educazione Civica – Coordina la progettazione trasversale dell’insegnamento, assicurando l’integrazione delle diverse discipline e il monitoraggio delle attività previste. È formata da docenti di ambiti disciplinari differenti o dai referenti dei singoli consigli di classe. Di norma, è nominato un coordinatore.

Commissioni organizzative

Commissione Elettorale – Già ampiamente menzionata, si occupa di organizzare le principali elezioni interne all’istituto (rappresentanti degli studenti e dei genitori nei consigli di classe ed elezioni delle componenti docenti, ATA, studenti e famiglie nel Consiglio d’Istituto).
Commissione Orario – Predispone criteri e proposte per la formazione dell’orario scolastico, tenendo conto delle esigenze didattiche e organizzative dell’istituto. Sebbene di regola sia composta da docenti individuati dal Collegio Docenti, va precisato che questa commissione opera su delega del Dirigente Scolastico, in quanto l’organizzazione dell’orario è di competenza dirigenziale.
Commissione Formazione Classi – Elabora criteri e proposte per la composizione delle classi, nel rispetto dei principi di equità, equilibrio e inclusione. Tra i docenti individuati si ricorre spesso a coloro che hanno già maturato esperienza di coordinamento o di gestione delle dinamiche di classe. Ha un compito preventivo, in quanto la formazione delle classi, così come specificato per l’orario, è una prerogativa del Dirigente Scolastico.
Commissione Accoglienza – Gestisce e coordina le attività in ingresso rivolte agli studenti e alle famiglie. Lavora spesso insieme alla Commissione Orientamento.
Commissione FSL – Coordina i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, curando i rapporti con i soggetti esterni e la coerenza delle attività con il curricolo. Di regola, è coordinata da un referente.

Commissioni progettuali

Commissione Progetti – Valuta e monitora i progetti di ampliamento dell’offerta formativa, assicurandone la coerenza con il PTOF e con le priorità strategiche dell’istituto. Non va confusa con l’approvazione degli stessi: questa è di competenza collegiale.
Commissione PNRR/PON e altri finanziamenti – Supporta la progettazione, l’attuazione e il monitoraggio degli interventi finanziati con risorse nazionali ed europee, con particolare riferimento ai progetti di innovazione e sviluppo dell’istituto. Negli ultimi anni, ruolo centrale lo hanno assunto proprio i fondi derivanti dal PNRR.
Commissione Intercultura – Promuove azioni di inclusione e integrazione degli studenti con background migratorio, sostenendo percorsi di accoglienza, alfabetizzazione e valorizzazione delle differenze culturali. Ne fanno parte docenti individuati dal Collegio Docenti sulla base dell’esperienza e della sensibilità maturata in ambito interculturale.

Commissioni per attività esterne

Commissione viaggi di istruzione e uscite didattiche – Si occupa della progettazione, della valutazione e dell’organizzazione dei viaggi di istruzione, delle uscite didattiche e delle visite guidate, garantendone la coerenza con le finalità educative e formative dell’istituto.
Commissione Internazionalizzazione – Coordina le iniziative di scambio e collaborazione con istituzioni scolastiche estere, promuovendo esperienze formative di carattere internazionale. Cura tutta la parte procedurale. Spesso è prevista la figura di un coordinatore o di un referente.

Commissioni per innovazioni

Commissione Innovazione Digitale – Sviluppa e integra le tecnologie nella didattica e nell’organizzazione scolastica, promuovendo pratiche innovative e l’uso consapevole degli strumenti digitali. Nella scelta dei componenti, inevitabilmente, le competenze informatiche (possibilmente certificate) hanno un rilievo molto alto. Lavora in coordinamento, di norma, con l’Animatore digitale. In alternativa, è quasi sempre previsto un referente.
Commissione Biblioteca/Risorse Scolastiche – Si occupa della gestione e della valorizzazione delle risorse documentali e multimediali dell’istituto, favorendone l’uso didattico e culturale, e degli spazi (aule teatro, radio, cinema, audiovisivi ecc.).

Commissioni per sicurezza e benessere

Commissione Sicurezza – Si preoccupa di tutelare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Appare lampante che sia necessario lavorare a stretto contatto con il Dirigente Scolastico e con il DSGA, oltre che a tutte le figure preposte in materia.
Commissione Bullismo e Cyberbullismo – Previene, monitora e interviene in materia di comportamenti a rischio, promuovendo iniziative di sensibilizzazione e formazione.
Commissione Benessere e Prevenzione – Promuove iniziative volte al miglioramento del clima scolastico e alla prevenzione del disagio, in collaborazione con le altre strutture interne.

Le differenze con i gruppi di lavoro e i referenti

Sebbene spesso siano usati impropriamente come sinonimi, le commissioni si distinguono tanto dai gruppi di lavoro quanto dai referenti.
Va immediatamente precisato che commissioni e gruppi di lavoro non sono due istituti giuridici diversi per legge: nessuna norma impone l’utilizzo di uno dei due strumenti. A livello pratico, però, è giusto sottolineare le differenze.
Come esposto, le commissioni sono organismi collegiali interni con compiti stabili, che lavorano su ambiti organizzativi o dell’offerta formativa permanenti, supportando in modo continuativo (quindi per tutta la durata dell’anno scolastico) il Dirigente Scolastico e/o gli organi collegiali. L’obiettivo è produrre delle proposte ufficiali che incidono sull’organizzazione della scuola. I gruppi di lavoro, anch’essi a composizione pluripersonale, si distinguono dalle prime per la loro struttura maggiormente flessibile. Non solo: generalmente, essi sono costituiti per affrontare obiettivi specifici o compiti ben circoscritti. Hanno una durata limitata e si sciolgono non appena l’obiettivo è stato pienamente raggiunto.
Va però ribadito che la normativa concede piena autonomia alle scuole: non è quindi raro trovare degli istituti che adottino l’espressione “commissione” per qualsiasi attività o “gruppi di lavoro” anche per ciò che di regola dovrebbe rappresentare un’entità stabile.
Più marcata è la differenza con i referenti. Quest’ultimi sono dei singoli docenti (e, dunque, viene meno la pluralità che caratterizza le due configurazioni precedenti) a cui vengono affidati degli specifici incarichi. Non è una figura prevista dal D. Lgs. n. 297/1994, ma opera e risponde direttamente al Dirigente Scolastico, il quale conferisce apposita delega per consentirgli di operare. Il referente coordina un ambito specifico e funge da punto di riferimento per docenti, studenti, famiglie, enti esterni, relativamente all’ambito di pertinenza, curando la circolazione delle informazioni.
Dunque, il referente non è un organismo (non delibera, non approva, non è un’articolazione del Collegio), ma si pone come riferimento per una determinata area di intervento. Al contrario, le commissioni e i gruppi di lavoro, al loro interno, possono essere coordinate da un referente.

Un esempio concreto in breve

Per comprendere appieno le differenze, si pensi all’Educazione Civica.
La Commissione di Educazione Civica può essere chiamata a definire i criteri comuni da adottare. Il referente di istituto, ad esempio, coordina le attività generali, raccoglie le programmazioni, funge da raccordo con il Dirigente Scolastico e supporta i docenti. Infine, può essere costituito un gruppo di lavoro dedicato ad uno specifico aspetto dell’Educazione Civica (si pensi, ad esempio, ad un gruppo che si occupa di inserire nel curricolo iniziative sull’educazione finanziaria).


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