Scienza e tecnologia

Perché stanno tornando i tasti fisici sulle auto (per fortuna)

Negli ultimi anni l’abitacolo di molte auto si è riempito di schermi sempre più grandi e onnipresenti, quasi fossero il nuovo centro di comando di ogni viaggio. La promessa era quella di un’esperienza di guida più connessa e intuitiva.

La realtà ha mostrato qualcosa di diverso: tanta abbondanza ha portato anche più distrazione che (spesso) comodità, lasciando molti automobilisti con la sensazione di dover “combattere” contro l’interfaccia invece di dedicarsi alla guida.

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Troppi schermi in abitacolo

La corsa ai touchscreen ha coinvolto praticamente tutti i marchi, senza distinzioni di fascia o segmento. Ma finché si tratta di intrattenimento o design ci può stare. Il problema è che comandi che dovrebbero essere essenziali e rapidi, come la climatizzazione, spesso sono nascosti in sotto-menù non immediati da trovare, e funzioni essenziali vengono relegate a pulsanti virtuali.

Questa scelta non ha trovato una vera giustificazione pratica.

L’interazione con un touchscreen durante la guida presenta gli stessi rischi dell’uso di uno smartphone, e diversi studi lo hanno confermato.

In Regno Unito, una ricerca di TRL ha evidenziato che i tempi di reazione calano sensibilmente quando il conducente tenta di gestire funzioni di bordo tramite schermo. Anche la soddisfazione degli utenti non ha premiato questa tendenza: un’indagine di JD Power su 92 mila automobilisti negli Stati Uniti ha indicato l’infotainment come la principale fonte di anomalie nei primi 90 giorni dall’acquisto, generando frustrazione e nostalgia per i vecchi tasti fisici.

Il ritorno dei tasti fisici?

Il quadro sta però cambiando. Dal gennaio 2026, le nuove regole EURO Ncap impediscono di ottenere le 5 stelle di sicurezza se le funzioni critiche non sono gestibili tramite comandi fisici. Una scelta che ha rimesso in discussione interi progetti di abitacolo.

Le case automobilistiche, per fortuna, sembrano aver recepito il messaggio: molte plance stanno tornando a un’impostazione più tradizionale, riportando pulsanti e manopole laddove servono davvero, con l’obiettivo di ridurre il rischio di distrazioni, non di eliminare la tecnologia.

L’innovazione non scompare insomma, cambia solo direzione. La prossima sfida potrebbe essere il riconoscimento vocale, che se funziona non solo non distrae, ma può essere ancora più sicuro di azionare l’interruttore giusto tra i molti presenti a borso. Ma questo però non c’entra nulla con la proliferazione degli schermi. E forse non è affatto un male chiudere quella parentesi.


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