«Perché rincorrere i soldi nella vita?». Il Corriere a casa di Fabrizio Cardinali
CUPRAMONTANA «Una vita diversa è possibile». Parte da qui, dalle parole di Fabrizio Cardinali, la storia che nelle colline di Cupramontana torna a riaffacciarsi mentre il caso della “famiglia nel bosco” di Palmoli continua a occupare le cronache nazionali.

La vicenda
La vicenda abruzzese, che riguarda madre, padre e tre bambini e un procedimento civile sfociato nell’allontanamento dei figli che ha acceso il confronto pubblico, riporta alla mente l’esperienza di Cardinali, da quasi quarant’anni residente in un casolare immerso nella campagna, senza elettricità né gas. Una storia condivisa con il figlio Siddhartha, oggi quasi 19enne, che però non si è mai trasformata in un caso pubblico.
Al contrario, col tempo è entrata a far parte dell’umanità del paese, tra curiosità iniziali, diffidenza superata e una presenza che la comunità ha imparato a conoscere. «Sono grato alla gente di Cupramontana, tutti mi hanno rispettato – racconta Cardinali, che siamo andati a trovare a casa -.
La mia è una scelta che vorrebbe anche essere di esempio per altre persone. Non c’è bisogno di correre verso l’avere sempre di più, sempre più cose, sempre più soldi. Non sono questi i valori importanti della vita». Il paragone con la famiglia di Palmoli, però, per lui si ferma qui, anche se a suo avviso togliere i figli deve essere l’extrema ratio. «Non li conosco – precisa -. Quando ho appreso la notizia ho avuto un senso di ammirazione e vicinanza. Ho cercato anche un indirizzo per mettermi in contatto con loro, ma non ci sono riuscito».
L’adolescenza
Siddhartha è cresciuto in un contesto simile a quello abruzzese, ma grazie alla scuola parentale ha superato tutti gli esami fino alla prima media con voti di tutto rispetto. Ma le tensioni arrivano nel periodo dell’adolescenza, «quando lo stavo preparando per l’esame di seconda media non ce l’ho fatta, non mi dava più ascolto. Lì ho capito che l’adolescenza esiste davvero», racconta sorridendo il padre. Siddhartha non sostenne quell’esame e poi passò alla scuola pubblica e si trasferì dalla mamma. Oggi frequenta il quarto anno della Scuola forestale a Cuneo.
«Questa vita gli piace tuttora», dice il padre che, originario di Falconara, ha studiato Astronomia a Bologna. A 21 anni la decisione di voltare pagina: lascia famiglia, studi, amici e pallavolo per inseguire un’esistenza essenziale. Nel 1986 ha dato vita alla “Tribù delle Noci Sonanti” perché «una noce dentro un sacco poco rumore fa, ma tante noci dentro un sacco…». Per lui il rispetto dell’ambiente è un valore estremo e vorrebbe che la sua storia fosse presa a esempio: «I nostri figli, nipoti e pronipoti dovranno vivere nel mondo che noi lasciamo».




