Emilia Romagna

Perché non si sono attivate? Limiti tecnici e rimozione della vegetazione


Dopo le piene dei fiumi causate dalla raffica di maltempo di Natale, al centro della discussione finiscono in particolare le due casse d’espansione sul fiume Senio di Cuffiano e Tebano. Sul tema eragià intervenuta la consigliera comunale di Faenza Roberta Conti (Lega), sostenendo che “non è stato fatto nulla per rendere operative le casse di espansione”. Su questo aspetto interviene sui social anche il Comitato tecnico scientifico (Cts) Agire che esprime dubbi sulla progettazione delle due opere.

“L’ingresso della prima cassa è operativo e si trova a valle della stessa, in una curva del Senio verso sinistra. Nell’ultima piena, non si é attivata nonostante sia stata superata la soglia rossa a Tebano, questo non sarebbe dovuto accadere – afferma il comitato – Inoltre ci sono limiti tecnici come l’ingresso a valle e per di più in una curva, dove l’energia centrifuga spinge l’acqua nella direzione opposta rispetto all’ingresso”.

“La seconda cassa invece è ciò che rimane dell’alluvione di maggio 2023, dove semplicemente hanno trasformato il punto nel quale si ruppe l’argine nell’ingresso della stessa. Anche questa nell’ultima piena non si é attivata. Qui uno dei motivi più semplici è la rimozione completa della vegetazione nei tratti collinari che ha accelerato il deflusso e abbassato il picco di piena dove invece serviva più alto – precisano dal Cts Agire – In conclusione, sarebbe utile che il progetto di queste casse fosse reso pubblico, per poter capire, oltre ai lavori non completati, se ci sono davvero errori di progettazione”.


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