Perché il grafico sui dazi mostrato da Trump è fuorviante e non riflette le vere tariffe
di Cristian Palusci
Visto che da ore leggo interpretazioni ai limiti della logica in merito all’inizio ufficiale della guerra commerciale di Trump, tese per lo più a giustificare l’ingiustificabile, cercherò di riassumere quanto è accaduto in termini comprensibili anche ai non addetti ai lavori.
Personalmente non ho mai avuto alcun pregiudizio verso Donald Trump e, anzi, avevo accolto positivamente la sua elezione in ottica di una gestione più pragmatica dei vari conflitti in corso e del supporto diretto a bitcoin e all’industria delle criptovalute, di cui sono un sostenitore. Ma mi piace giudicare i fatti con oggettività e non da tifoso, visto che non siamo allo stadio.
Dunque è vero che gli Stati Uniti stanno reagendo a dazi e tariffe imposte dagli altri paesi? Ed è vero che l’amministrazione Trump è stata così magnanima da applicare solo la metà dei dazi dovuti, secondo una presunta reciprocità? Assolutamente no. Infatti l’amministrazione Usa, per calcolare le tariffe reciproche, ha preso il deficit commerciale con ogni paese (cioè quanto gli Usa importano da quel paese meno quanto esportano) e lo ha diviso per le importazioni da quello stesso paese, dimezzando poi il risultato. Ad esempio, con l’Unione Europea, se il deficit è 200 miliardi e le importazioni sono 500 miliardi, la tariffa è (200 ÷ 500) × 0,5 = 20%.
Questo metodo, confermato anche poco fa dal New York Times, non considera le tariffe reali applicate dai paesi (ad esempio, l’Ue applica in media un 1-5%), ma si basa solo sullo squilibrio commerciale. Per questo, il risultato che potete apprezzare nel grafico in basso è fuorviante e non riflette le vere tariffe dei paesi inseriti nella lista.
Questo è quanto.
Poi ognuno può giudicare l’atteggiamento di Trump come meglio crede, ma senza venire a raccontare la favola dei “poveri” Stati Uniti che si stanno semplicemente adeguando alle politiche scorrette dei partner commerciali. Perché semplicemente non è così.
Personalmente auspico in una risposta molto dura dell’Ue prima dell’inizio delle trattative. Non ho mai sopportato i bulli e generalmente contro di loro mi piace parafrasare il buon Pertini: a bullo, bullo e mezzo.
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