Scienza e tecnologia

Perché il Dreamcast SEGA non è riuscito a imporsi nel mondo dei videogiochi?

Anche se il Dreamcast è diventato una console di culto tra gli appassionati, la sua storia è di quelle cupe: è stata infatti l’ultima console SEGA, che decise di abbandonare il mercato hardware proprio a causa del grosso flop commerciale a cui è andata incontro.

Ufficialmente il Dreamcast ha venduto soltanto 9,13 milioni di unità ed ha avuto un ciclo vitale molto breve durato a malapena tre anni, dal novembre del 1998 (uscita giapponese) fino al marzo del 2001. SEGA non proverà mai a realizzarne un successore e da quel momento in poi diventerà un publisher third-party portando i suoi giochi su tutte le console Sony, Microsoft e Nintendo viste nell’ultimo quarto di secolo. Eppure al Dreamcast non sono mancati i capolavori, offrendo al pubblico per la prima volta opere leggendarie come i primi due Shenmue, Sonic Adventure, SoulCalibur, Resident Evil Code Veronica e Virtua Tennis giusto per fare qualche nome illustre.

Ma dunque perché il Dreamcast è stato un fallimento commerciale? Il punto è che le piattaforme SEGA vivevano ormai da tempo un periodo di crisi considerato il flop del Saturn risalente a pochi anni prima, con il pubblico internazionale che ormai aveva rivolto tutte le sue attenzioni sulle console Nintendo e soprattutto sull’allora nuovissima PlayStation che divenne un vero e proprio fenomeno globale. Sebbene il Dreamcast avesse anticipato i tempi rispetto alle concorrenti inaugurando la generazione a 128-bit, alla fine degli anni ’90 la popolarità di PS1 era schizzata alle stelle in modo inarrestabile, sorretta da un parco titoli sconfinato che andava incontro alle esigenze ed i giusti di ogni tipo di giocatore.

Il Dreamcast mosse i suoi primi passi su un terreno molto rischioso, ma l’avvento di PlayStation 2 nel 2000 gli ha dato la mazzata definitiva: tutti volevano il monolite nero ed il sistema SEGA sembrava praticamente non esistere, al punto che abbandonò il mercato ancor prima che il GameCube e l’originale Xbox facessero il loro esordio sul mercato. Oltre a doversi confrontare con lo strapotere di Sony che già le aveva creato enormi difficoltà ancor prima dell’arrivo di PS2, il debutto della nuova piattaforma Nintendo e soprattutto della promettente e rivoluzionaria Xbox targata Microsoft erano il segno che ormai per la casa di Sonic non c’era più spazio in ambito hardware.

Con il senno di poi, la mossa di SEGA si rivelò la scelta più giusta: la compagnia continua ad essere ancora oggi un’assoluta certezza del panorama videoludico grazie ai suoi giochi di successo ed è rimasta a galla a testa alta grazie alle collaborazioni con le sue ormai ex concorrenti. Ciò comunque non toglie che il Dreamcast sia stato una console iconica che di sicuro avrebbe meritato molto più successo e considerazione di quelle poche briciole che raccolse ai tempi.


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