Perché ho scelto di candidarmi come consigliere appoggiando Marco Donati :: Segnalazione a Arezzo

Ho scelto di candidarmi al fianco di Marco Donati perché, in questi mesi, nelle battaglie vere, quelle che incidono sulla vita delle persone, lui c’è stato davvero. Abbiamo portato avanti una battaglia importante per ridurre il raggio delle ASL e riportare la sanità più vicina ai cittadini, più umana, più accessibile. E in questo percorso una mano concreta è arrivata proprio da Marco. Lo ha fatto senza chiedere nulla in cambio, soltanto perché crede davvero che serva un nuovo metodo: affrontare i problemi con serietà, competenza, professionalità e con la volontà di risolverli. Sono convinto che quelle di Marco Donati non siano semplici promesse elettorali. Già nelle precedenti elezioni aveva detto che sarebbe stato vicino alle frazioni, che avrebbe portato nelle istituzioni le istanze dei cittadini, che avrebbe ascoltato i territori. E così è stato. Con serietà, con coerenza, con presenza. E oggi, in un momento in cui troppi parlano e pochi mantengono, questa per me è una qualità fondamentale. Ho scelto di sostenerlo anche per la sua visione chiara, moderna e coraggiosa della città. Marco parla di asili, parla di università, affronta temi fondamentali che per troppo tempo sono stati ignorati o rinviati. Sa bene che investire sulla scuola dell’infanzia significa sostenere concretamente le famiglie, aiutare i genitori, ampliare le opportunità educative per i bambini fin dai primi anni e costruire una comunità più attenta, più inclusiva e più vicina ai bisogni reali delle persone. Ma soprattutto ha capito una cosa semplice: Arezzo non può più permettersi di restare indietro. Viviamo in un tempo in cui innovazione, connessioni e opportunità fanno la differenza, e invece Arezzo è ancora indietro perfino sulla fibra, un’infrastruttura essenziale per essere davvero una città moderna, attrattiva e competitiva. Questo non significa soltanto internet più veloce: significa dare opportunità alle imprese, ai professionisti, agli studenti, alle famiglie. Significa permettere a un’intera città di stare al passo con il presente e di non essere tagliata fuori dal futuro. Un segnale forte Marco vuole darlo anche ai giovani. Non parole, non slogan: fatti. Ha detto chiaramente che vuole destinare il 10% del contributo del sindaco e degli assessori alle politiche giovanili. È una scelta che dice molto del suo modo di fare politica: rinunciare a qualcosa personalmente per investire davvero nelle nuove generazioni, nelle loro idee, nei loro spazi, nelle loro possibilità. Perché una città che non crede nei giovani è una città che rinuncia al proprio domani. Allo stesso tempo, vuole dare più spazio a tutte quelle realtà associative che ogni giorno tengono viva la città, educano, aggregano, aiutano i ragazzi a crescere e rappresentano un presidio sociale fondamentale. Promuovere e sostenere queste esperienze significa rafforzare il tessuto della comunità, offrire occasioni sane di incontro, sport, cultura e partecipazione, e costruire una città in cui nessuno si senta solo o lasciato ai margini.
Marco vuole anche ricreare i consigli di quartiere, perché la politica deve tornare ad ascoltare davvero le persone, quartiere per quartiere, frazione per frazione, strada per strada. I cittadini non possono essere chiamati in causa solo ogni cinque anni: devono tornare a essere protagonisti, con luoghi veri di confronto, partecipazione e proposta. Questa è la differenza tra chi vive la politica come palazzo e chi invece la vive come servizio. Marco ha una visione innovativa, tecnologica e sostenibile, ma allo stesso tempo profondamente concreta e vicina alle persone. Vuole portare Arezzo nel presente, renderla più giusta, più moderna, più viva. Vuole una città che non lasci indietro nessuno: né chi chiede una sanità più vicina, né chi vive nelle frazioni, né i giovani che cercano opportunità, né i quartieri che chiedono ascolto.
Per questo ho scelto di mettermi in gioco e di candidarmi come consigliere appoggiando Marco Donati. Perché credo nelle battaglie che stiamo facendo, credo nella serietà delle persone e credo che Arezzo meriti finalmente una guida capace di ascoltare, innovare e costruire il futuro.
Fabio Buricchi
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