Perché è importante scegliere l’ora di religione a scuola. Lettera

Per Nicola Incampo l’ora di religione offre il tempo per pensare e capire la cultura. Una scelta di libertà che aiuta a “essere di più”.
Inviata da Nicola Incampo – Ogni anno, quando arriva il momento dell’iscrizione, molti studenti si trovano di fronte alla stessa domanda: “Vuoi avvalerti dell’insegnamento della religione cattolica?” Alcuni rispondono d’istinto, altri ci pensano su, altri ancora non sanno bene cosa comporti questa scelta. Eppure, l’ora di religione – spesso sottovalutata o vista come una pausa dalle materie più “pesanti” – rappresenta un’occasione formativa unica, capace di unire cultura, riflessione e dialogo.
In un mondo dominato dalla fretta, dai social e dalle informazioni che scorrono a velocità impressionante, fermarsi a riflettere diventa un lusso raro. L’ora di religione offre proprio questo: un tempo per pensare.
Durante le lezioni si affrontano temi profondi come la vita, la morte, la libertà, l’amore, la giustizia e la speranza. Argomenti che toccano tutti, credenti e non credenti. Non si tratta solo di “parlare di Dio”, ma di confrontarsi su ciò che rende la vita umana degna di essere vissuta.
Spesso l’insegnante non dà risposte pronte, ma invita gli studenti a riflettere, discutere e ascoltare punti di vista diversi.
In questo senso, l’ora di religione diventa una palestra di pensiero critico e di dialogo autentico, un’occasione per scoprire se stessi e gli altri.
La religione cattolica fa parte in modo profondo della storia e della cultura italiana ed europea. Le opere d’arte, la letteratura, la musica e perfino molte leggi e istituzioni sono nate in un contesto culturale segnato dal cristianesimo.
Senza un minimo di conoscenza religiosa, è difficile comprendere appieno capolavori come la Divina Commedia, gli affreschi di Giotto o la Cappella Sistina.
Frequentare l’ora di religione significa quindi conoscere meglio il nostro patrimonio culturale, capire il significato delle festività, dei simboli e dei valori che hanno costruito la nostra civiltà. È un modo per leggere con maggiore consapevolezza la realtà che ci circonda.
Viviamo in una società sempre più multiculturale, dove convivono persone di religioni e culture diverse. L’ora di religione cattolica, lungi dall’essere chiusa o “solo per i credenti”, è invece un luogo di dialogo e confronto.
Gli studenti imparano a conoscere non solo il cristianesimo, ma anche le altre religioni del mondo, comprendendo le loro somiglianze e differenze.
Questo percorso favorisce la tolleranza e il rispetto reciproco, due valori fondamentali in una società democratica. Capire le fedi altrui significa imparare a convivere pacificamente, a superare pregiudizi e a costruire ponti invece che muri.
A differenza di molte discipline più “tecniche”, l’ora di religione lascia spazio al dialogo e alla dimensione personale. Gli studenti possono esprimere le proprie opinioni, condividere esperienze, raccontare le loro domande interiori.
Non ci sono voti “per fede” o risposte obbligatorie, ma solo la voglia di capire e ascoltare. È una lezione che parla alla mente, ma anche al cuore.
È importante ricordare che l’insegnamento della religione cattolica è obbligatorio per lo Stato, ma facoltativo per gli alunni: nessuno è obbligato a seguirlo. Tuttavia, proprio perché è una scelta, frequentarlo diventa un gesto di libertà e consapevolezza.
Chi sceglie di partecipare non fa un atto di fede, ma sceglie di approfondire un aspetto fondamentale della vita umana e della cultura.
In definitiva, l’ora di religione a scuola non è un semplice insegnamento religioso, ma un percorso di crescita personale, culturale e spirituale. È un momento per conoscere il passato, capire il presente e interrogarsi sul futuro.
In una società che spesso si concentra solo sull’utile e sull’immediato, ritagliarsi un’ora per riflettere sui grandi interrogativi della vita può fare la differenza.
Forse è proprio questa la ragione più importante per sceglierla: perché in quell’ora impariamo non solo a sapere di più, ma anche a essere di più.
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