Per primaria e infanzia i posti disponibili superiori alle candidature

L’avvio del concorso Pnrr per il reclutamento dei docenti mette in evidenza uno scenario chiaro sia a livello nazionale sia nel territorio riminese: la scuola secondaria attrae un numero elevatissimo di aspiranti, mentre per la scuola primaria e per l’infanzia i posti disponibili risultano superiori alle candidature presentate.
Lo conferma l’analisi condotta da Uil Scuola, che ha monitorato la situazione in vista delle prove previste dal decreto 205/2023. Secondo i dati elaborati dal sindacato, per la secondaria di primo e secondo grado sono state presentate complessivamente oltre 158 mila domande, coprendo quasi la totalità dei posti a bando. La situazione è invece rovesciata per primaria e infanzia, dove in più regioni i candidati non raggiungono il numero di cattedre disponibili, aprendo la strada a future difficoltà di assegnazione.
“Questa spaccatura – commenta il segretario generale Uil Scuola Rimini, Costantino Scamperti – dimostra che il sistema di programmazione dei concorsi non è allineato ai reali bisogni dei territori. Continuiamo a vedere settori con saturazione altissima e altri in cui mancano i candidati. Se non si interviene, la scuola continuerà a rincorrere emergenze strutturali”.
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A oltre tre mesi dall’inizio dell’anno scolastico, il nodo del precariato resta sul tavolo. Durante un incontro aperto agli operatori della scuola riminese, Uil Scuola ha evidenziato che molti docenti si trovano ancora con cattedre non complete o con incarichi frammentati.
Scamperti sottolinea quanto sia importante consentire il frazionamento delle cattedre intere per permettere ai docenti di completare il proprio orario di lavoro. “Sembra un passaggio tecnico – afferma – ma in realtà garantisce una maggiore stabilità ai lavoratori e riduce l’uso ossessivo delle supplenze brevi, che ogni anno paralizzano la gestione delle scuole. Molti istituti del riminese stanno affrontando proprio queste difficoltà: ore scoperte, continui cambi di supplenti e ritardi nelle nomine”.
Uil Scuola Rimini richiama anche la necessità di uniformare la verifica dei titoli: esperienze, servizi, qualifiche e certificazioni devono essere controllati con criteri comuni, evitando che ogni ufficio scolastico proceda in modo differente.
“Serve una procedura unica, trasparente e non penalizzante – spiega Scamperti -. Le scuole non possono essere lasciate da sole in questa fase delicata, né possono rischiare ricorsi o contenziosi per errori non dipendenti dal personale”.
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Le prove scritte del concorso Pnrr sono attese entro la fine dell’anno e saranno seguite dalla pubblicazione delle graduatorie definitive nei primi mesi del 2024. Molti candidati, fa notare Uil Scuola, stanno ancora attendendo indicazioni precise su criteri di valutazione e tempistiche.
Uno dei punti più critici sollevati da Scamperti riguarda il funzionamento del sistema digitale di assegnazione delle nomine, che gestisce supplenze annuali e temporanee.
“Ogni anno – spiega – riceviamo centinaia di segnalazioni: convocazioni sovrapposte, rinunce non registrate, cattedre che rimangono scoperte per giorni, assegnazioni che saltano senza spiegazioni. È evidente che serve un serio intervento tecnico e organizzativo. Le scuole del territorio stanno pagando ritardi che si ripercuotono su studenti e famiglie”.
Scamperti evidenzia inoltre che diversi istituti hanno affrontato difficoltà anche sul sostegno, con un numero di specializzati ancora insufficiente rispetto al fabbisogno reale.
“Senza una programmazione chiara del fabbisogno – conclude la Uil Scuola Rimini – soprattutto nelle discipline scientifiche e tecnologiche, rischiamo di trovarci ogni anno con lo stesso copione: concorsi che non coprono i posti, graduatorie insufficienti, precariato che si trascina. Il Pnrr deve essere un’occasione per cambiare rotta, non l’ennesima promessa”.
L’auspicio del sindacato è che già dal prossimo concorso si tenga conto di quanto emerso dal territorio, per costruire un sistema di reclutamento più stabile, più coerente e soprattutto più vicino alle reali necessità della scuola italiana.
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