Per l’Fbi è un hacker tra i più pericolosi al mondo, estradizione in Usa sospesa per l’uomo arrestato a Riccione

Sarebbe considerato dall’Fbi uno degli hacker più pericolosi e ricercati al mondo. E ora gli Stati Uniti hanno chiesto l’estradizione, ma la Corte d’Appello di Bologna, quarta sezione penale, ha deciso di sospendere la procedura accogliendo alcune delle argomentazioni sollevate dai suoi avvocati, Luca Montebelli e Sonia Giulianelli del foro di Rimini. Sono questi gli sviluppi legati alla vicenda che ha portato all’arresto di un imprenditore kazako attivo nel settore tecnologico e residente a Kiev, finito al centro di un’inchiesta condotta dal tribunale federale del Tennessee. L’uomo era stato arrestato nella mattinata di giovedì (31 luglio) a Riccione mentre si trovava in vacanza con la famiglia in una struttura alberghiera.
Nel corso dell’esecuzione del provvedimento, curato dal Centro Nazionale Anticrimine per la protezione delle Infrastrutture Critiche (Cnaipic), unitamente a personale del centro operativo per la sicurezza cibernetica Emilia Romagna e della sezione operativa di Rimini, erano stati rinvenuti molteplici dispositivi informatici e diverse migliaia di euro in contanti che erano stati sequestrati e posti nella disponibilità delle autorità italiane.
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Secondo quanto ricostruito, l’imprenditore farebbe parte di una delle più pericolose organizzazioni di hacker internazionali specializzate in attacchi ai sistemi informatici di ospedali pubblici americani. Nel triennio tra il 2023 e il 2025 avrebbe violato le reti di decine di strutture sanitarie statunitensi, trafugando dati sensibili poi utilizzati per chiedere riscatti milionari. Il danno complessivo ammonterebbe a circa 500 milioni di dollari. Le imputazioni nei confronti dell’imprenditore sono associazione a delinquere finalizzata alla frode informatica e al furto di identità, frode telematica, estorsione informatica, riciclaggio di denaro e minaccia di diffusione di immagini intime senza consenso.
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La Corte ha rinviato la decisione definitiva al 17 dicembre, in attesa di ricevere chiarimenti dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sulle questioni sollevate dalla difesa. L’uomo per il momento rimane detenuto nel carcere dei Casetti di Rimini.
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