«Per il successo versati 50mila euro». Diffamata Roberta Faccani, ex Matia Bazar

ANCONA L’esclusione dalla competizione “Una voce per San Marino” (valevole per l’Eurovision Song Contest) sarebbe stata la miccia. In un’intervista, poi, l’esplosione delle parole taglienti e rivolte, almeno in parte, all’anconetana Roberta Faccani, cantante dei Matia Bazar dal 2004 al 2010. Parole, stando alla procura e alla stessa artista dorica, dal contenuto diffamatorio. A pronunciarle, la cantante perugina Muriel Mamusi, condannata ieri dal giudice Luca Zampetti a scontare otto mesi di reclusione. Assolto, perché il fatto non costituisce reato, Massimiliano Longo, direttore responsabile di All Music Italia, sito dove nel febbraio 2022 era comparsa l’intervista dell’imputata. Faccani era presente alla lettura della sentenza.
Le frasi
Ma quali sono le frasi finite nel mirino del tribunale? Nell’intervista, stando a quanto contestato, la Mamusi (meglio conosciuta nell’ambiente musicale con il solo nome proprio) avrebbe lasciato intendere di aver sborsato 50mila euro per far lanciare la sua carriera. In particolare per sfondare nel corso del festival a San Marino (da cui poi era stata estromessa), dove proprio la Faccani faceva parte della giuria.
Vittima e imputata si erano conosciute due anni prima, rivestendo la Faccani il ruolo di vocal coach. Una collaborazione, dietro relativo compenso (3.500 euro per le lezioni di canto e 1.775 per gli extra), che aveva fatto nascere il singolo L’amore nasce solo di domenica, scritto dall’anconetana, che ne curava le musiche insieme a Giordano Tittarelli. Ne erano seguiti passaggi radio e una crescita esponenziale sui social per Muriel. Dopodiché, la partecipazione a “Una voce per San Marino”. La perugina, presentatasi con un inedito, era stata squalificata una volta raggiunta la semifinale. Poco dopo, l’intervista in cui faceva riferimento alla Faccani e a Tittarelli, legato alla società che figurava tra gli organizzatori del festival sanmarinese. «Non mi aspettavo quello che è successo da persone che mi stavano seguendo e a cui ho dato soldi da investire su di me» esordiva Muriel. «Per tutto il pacchetto io ho sborsato, tra bonifici e pagamenti a parte su carte Postepay, la cifra di 50mila euro» le parole della perugina, facendo anche riferimento al singolo uscito prima della partecipazione al festival «Mi hanno promesso che sarei andata in televisione… non ho fatto nulla».
E ancora, in merito al contest: «Mi hanno fatto capire che era normale che mi avrebbero messo avanti». Frasi, che per il giudice non hanno avuto corrispondenza con la realtà, tali da risultare diffamatorie, come anche ribadito dalla Faccani nel corso della sua testimonianza. Longo era difeso dall’avvocato Emanuela Bruno, Muriel dal legale Paolo Zaccaria.




