Marche

per 30 anni guidò l’Api

ANCONA C’è una stagione della storia marchigiana che si legge nei luoghi più che nelle date. Falconara, Tolentino, Pollenza. Il mare, la raffineria, le colline. Il conte Aldo Maria Brachetti Peretti apparteneva a quella stagione: uomini capaci di attraversare il Novecento e le sfide del panorama industriale del secondo dopoguerra, diventandone protagonisti. Alla guida dell’Api per oltre trent’anni, parlava dell’azienda come «unica realtà indipendente», capace di mantenere la propria integrità «con la forza delle proprie idee». Si è spento ieri a Roma, nel giorno di Santo Stefano, all’età di 93 anni. Diego Mingarelli, presidente di Confindustria Ancona, lo ha ricordato come figura «centrale nella storia industriale italiana e soprattutto della nostra terra, marchigiano per vocazione prima ancora che per nascita».

 

I natali

Nato a Fermo il 18 settembre 1932, il suo albero genealogico affonda nella storia delle Marche, tra antichi casati e parentele illustri. I suoi genitori, il conte Ugo Giuseppe Galliano Brachetti e Augusta Piccinini erano di Urbisaglia. Dopo la laurea in Economia e Commercio, nel 1957 entra nell’Anonima Petroli Italiana (Api), la società rilevata nel 1933 da Ferdinando Peretti di cui sposerà la figlia Mila Peretti, acquisendone il cognome. Figura di rilievo nel panorama industriale italiano, con una carriera che lo porterà a lungo lontano dalla regione, è nelle Marche che la sua storia professionale trova il baricentro. Nel 1977, alla morte di Ferdinando Peretti, assume la guida dell’Api, attraversando crisi energetiche e trasformazioni tecnologiche.

La geografia

A Falconara Marittima, dove dal deposito costiero la raffineria entrerà in funzione nel 1950, vive uno dei capitoli più rilevanti della sua parabola imprenditoriale: un insediamento industriale che ha segnato per decenni il destino economico e occupazionale del territorio e che sarà ceduto solo novant’anni dopo, lo scorso settembre, alla compagnia azera Socar, segnando la fine di una lunga era. Dal 2007 Aldo Brachetti Peretti aveva passato al figlio Ugo Brachetti Peretti la guida operativa del Gruppo, che oggi rappresenta la più grande azienda del settore dei carburanti, con circa 4600 distributori a marchio Ip.

L’altra metà del cielo

Accanto al petrolio, Aldo Maria Brachetti Peretti ha coltivato un altro oro, più intimo: quello della terra. Sulle colline tra Tolentino e Pollenza è nata la cantina Il Pollenza, un progetto realizzato con i risparmi di una vita di lavoro, perché, aveva raccontato nel 2015 in un’intervista al Corriere Adriatico, «ciò che si ha non va lasciato incolto», soprattutto quando si tratta della terra dei propri genitori. Su 240 ettari di proprietà, la cantina diventa negli anni un punto di riferimento dell’enologia di qualità, grazie a vitigni internazionali e alla consulenza di grandi nomi come Giacomo Tachis e Carlo Ferrini. Nella stessa intervista aveva detto: «Le Marche hanno tutto, ma faticano a riconoscere il proprio valore». Una convinzione che non lo ha mai abbandonato e che spiega il senso di un ritorno mai interrotto. «Questi ultimi anni si sono portati via due imprenditori marchigiani che hanno fatto veramente la storia della nostra regione, Francesco Merloni e Brachetti Peretti – sono le parole dell’amico imprenditore Francesco Casoli – l’ultima volta l’avevo visto proprio in vigna. Una leadership silenziosa, affezionata al proprio territorio, capace di muoversi anche in terreni molti delicati».




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »