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Pensioni 2026, ecco gli aumenti reali in busta paga e quando verranno erogati: dai 3 euro delle minime ai 17 euro degli assegni medi. Le tabelle con gli importi netti

Nel 2026 le pensioni aumenteranno di cifre minime, dai 3 euro per le minime ai 17 euro per gli assegni medi, a causa di una rivalutazione all’1,4% erosa dalle tasse.

Il 2026 si apre con l’aggiornamento degli assegni pensionistici, ma per molti l’aumento sarà appena percettibile. Nonostante l’INPS abbia ufficializzato con la circolare n. 153 del 19 dicembre il tasso di rivalutazione provvisorio all’1,4%, le trattenute fiscali e la ridotta inflazione ridimensionano drasticamente le aspettative.

Le simulazioni elaborate dall’Ufficio Previdenza della CGIL mostrano una realtà fatta di cifre esigue: si va dai 3 euro mensili per le pensioni minime fino a poche decine di euro per gli assegni medi. Di seguito pubblichiamo le tabelle di dettaglio con gli importi netti, per capire esattamente quanto arriverà in tasca a gennaio.

Il caso delle minime e la questione dei “3 euro”

Per il 2026, l’importo base del trattamento minimo è stato fissato dall’INPS a 611,85 euro. A questa cifra si aggiunge un incremento transitorio dell’1,3% confermato dalla Legge di Bilancio, che porta l’assegno massimo erogabile a 619,80 euro.

Tuttavia, chi percepiva già la minima rivalutata nel 2025 (pari a 616,67 euro), vedrà un passaggio effettivo al nuovo importo di 619,79 euro. La differenza netta, calcolatrice alla mano, è di soli 3,12 euro al mese. Una cifra che i sindacati hanno definito “simbolica” e insufficiente a recuperare il potere d’acquisto perso nel biennio precedente.

Il peso del fisco sugli assegni medi

Per le pensioni superiori al minimo, il meccanismo di rivalutazione segue le fasce di reddito: si applica il 100% dell’inflazione (1,4%) fino a 4 volte il minimo, per poi scendere al 90% e al 75% per gli scaglioni successivi. Il vero ostacolo, però, è rappresentato dal prelievo fiscale. Già da gennaio 2026, infatti, vengono applicate le trattenute IRPEF e le addizionali regionali e comunali.

Il risultato delle proiezioni CGIL è eloquente:

  • Una pensione netta di circa 1.000 euro aumenta di soli 11 euro.
  • Una pensione lorda di 1.500 euro (circa 1.400 netti nel 2025) ottiene un beneficio reale di 17 euro.

Calendario pagamenti di gennaio

A causa delle festività, l’accredito della prima mensilità del 2026 non avverrà il primo giorno del mese. Le date di disponibilità della valuta sono:

  • Venerdì 3 gennaio per chi ha l’accredito presso Poste Italiane.
  • Lunedì 5 gennaio per chi riceve la pensione in banca.

Le tabelle: gli aumenti netti mensili 2026

Di seguito riportiamo le tabelle elaborate su dati INPS e simulazioni CGIL/SPI, suddivise per fascia di importo. Le cifre indicano il netto mensile stimato.

 


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