Liguria

Pensione anticipata per i caregiver familiari, Genova Inclusiva: “Basta diritti simbolici e misure costruite per pochi”


Genova. “Genova Inclusiva esprime sostegno pur con alcune perplessità alla proposta all’esame della XI Commissione Lavoro della Camera dei Deputati sulla pensione anticipata per i caregiver familiari, che prevede l’uscita dal lavoro senza penalizzazioni dopo 20 anni di attività di cura, oppure con 30 anni di contributi o al compimento dei 60 anni di età”.

Questo il commento alla proposta di legge in discussione in questi giorni in commissione parlamentare da parte di Marco Macrì, portavoce dell’associazione genovese Genova Inclusiva: “La proposta si inserisce in un percorso legislativo già avviato e mai completato. In particolare, richiama i disegni di legge sul caregiver familiare presentati nelle ultime legislature. Oggi il contributo economico per i caregiver, pari a circa 400 euro mensili, raggiunge poco più di 48 mila persone sull’intero territorio nazionale, a fronte di oltre 7 milioni di caregiver familiari. L’accesso è infatti limitato a criteri estremamente restrittivi: ISEE fino a 15mila euro e redditi personali intorno ai 3mila euro annui, escludendo di fatto la stragrande maggioranza degli aventi diritto”.

“Genova Inclusiva denuncia il rischio concreto che anche la pensione anticipata per i caregiver venga svuotata allo stesso modo, attraverso paletti proibitivi, soglie economiche rigide e criteri selettivi, utili solo a dimostrare che “qualcosa si è fatto”, mentre ancora una volta si antepone il bilancio al diritto – scrive Macrì – Le norme vigenti dimostrano che interventi parziali, temporanei e condizionati non risolvono la condizione strutturale dei caregiver familiari, né compensano le carriere contributive spezzate dal lavoro di cura”

“La proposta oggi in discussione deve invece dare piena attuazione agli articoli 2, 3, 32 e 38 della Costituzione, garantendo una tutela previdenziale reale, ampia e non simbolica, senza trasformare anche la pensione anticipata in un diritto riservato a pochissimi – conclude la nota stampa _ Genova Inclusiva chiede al Parlamento di non ripetere gli errori già commessi: nessuna legge-bandiera, nessuna misura per pochi, nessun diritto subordinato esclusivamente ai vincoli di bilancio. Il lavoro di cura è un pilastro del welfare italiano. Riconoscerlo davvero significa garantire diritti, non elemosine”.




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