Basilicata

Pellet contraffatto e scaduto sequestrato tra Calabria e Puglia

La Guardia di Finanza ha scoperto un giro di pellet di bassa qualità e con marchi falsi tra Calabria e Puglia, nello specifico tra Reggio Calabria e Lecce. Sequestrato un ingente quantitativo di materiale potenzialmente dannoso.


Sembrava un normale carico di pellet destinato alla vendita, ma dietro quelle confezioni, alcune perfino scadute da anni, si nascondeva una truffa che poteva mettere a rischio la salute e l’ambiente.

PELLET CONTRAFFATTO, IL SEQUESTRO TRA CALABRIA E PUGLIA

La Guardia di Finanza di Reggio Calabria, insieme ai colleghi del Comando Provinciale di Lecce, ha scoperto e sequestrato un ingente quantitativo di pellet di bassa qualità con marchi falsi. L’operazione, frutto di una lunga indagine del Gruppo di Gioia Tauro e della Compagnia di Otranto, ha smascherato una filiera di importazione e rivendita non conforme agli standard italiani.

PELLET SCADUTO E MARCHI CONTRAFFATTI

Durante i controlli, i finanzieri hanno trovato sacchi di pellet di origine turca senza le informazioni obbligatorie per il consumatore né l’indicazione dell’importatore. Sulle confezioni era stampato il marchio di certificazione “ENplus A1”, risultato contraffatto: un dettaglio che rende la frode ancora più grave, visto che quel logo garantisce qualità e tracciabilità del prodotto lungo tutta la filiera.

TRA CALABRIA E PUGLIA, DUE IMPRENDITORI INDAGATI

Al termine degli accertamenti, le Fiamme Gialle hanno segnalato due imprenditori – uno calabrese e uno salentino – all’Autorità Giudiziaria competente. Le ipotesi di reato riguardano la frode in commercio e il traffico di prodotti con segni falsi. Le indagini proseguono per capire se il circuito illecito avesse ramificazioni anche in altre regioni.


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