Società

PEI differenziato: l’Autorità Garante delle persone con disabilità avverte sui rischi di un’adozione anticipata

Durante l’audizione presso la Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, l’Avvocato Maurizio Borgo – presidente dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità – ha richiamato l’attenzione su una prassi diffusa in alcune scuole secondarie di secondo grado: l’adozione anticipata del PEI differenziato.

Una scelta che, secondo quanto riferito nel corso dell’intervento, rischia di compromettere l’intero percorso formativo degli studenti con disabilità intellettivo-relazionale o legate al neurosviluppo.

Il problema non riguarda solo l’approccio scolastico, ma si estende alla costruzione del futuro degli alunni coinvolti. Una volta attivato un PEI differenziato, ogni supporto successivo tende a consolidarsi su quel livello, ostacolando la possibilità – già complessa in sé – di un eventuale ritorno a un piano ordinario o minimo. Il blocco che ne deriva ha conseguenze dirette sulle opportunità formative e professionali.

Il ruolo di vigilanza dell’Autorità

L’Autorità ha ricevuto diverse segnalazioni in merito. Segnalazioni che non si limitano a riportare casi isolati, ma che delineano un atteggiamento scolastico che, se non corretto, rischia di trasformarsi in un limite sistemico. Da qui l’impegno espresso dal Presidente Borgo: garantire che le scelte relative al PEI non siano affrettate, né dettate da criteri standardizzati, ma sempre costruite su una valutazione concreta e dinamica del percorso terapeutico e delle potenzialità evolutive del singolo studente.

L’intento è quello di impedire che una decisione assunta troppo presto condizioni in modo rigido – e spesso irreversibile – la traiettoria educativa e lavorativa di chi si trova già a dover affrontare una condizione di fragilità.

PEI e progetto di vita: una visione integrata

L’intervento ha posto anche l’accento sulla necessità di una piena integrazione tra il piano educativo individualizzato e il piano terapeutico. Due strumenti che, se considerati separatamente, rischiano di perdere efficacia. Per questo l’Autorità continuerà a monitorare l’applicazione del PEI, affinché venga redatto tenendo conto dell’intero contesto di vita del minore.

Secondo l’Autorità occorre mantenere aperta la possibilità di sviluppo, non cristallizzarla. E soprattutto, evitare che l’inclusione scolastica si riduca a una formalità, quando dovrebbe rappresentare un processo concreto, in grado di incidere sulla qualità dell’esperienza educativa e sulle prospettive future.


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