Abruzzo

Payback, l’Asfo: “Sta condannando alla chiusura imprese che da anni garantiscono supporto essenziale alla sanità pubblica”


Asfo Sanità Abruzzo-Molise, l’associazione che rappresenta i fornitori di dispositivi medici delle due regioni, chiede un intervento immediato sulla norma del payback dispositivi medici, che sta travolgendo in modo particolare micro, piccole e medie imprese attive nel settore ospedaliero. 

Lo fa in una lettera inviata ai parlamentari di Abruzzo e Molise e ai membri delle Commissioni Sanità, Affari Sociali e Bilancio di Camera e Senato, nella quale l’associazione denuncia le conseguenze concrete e immediate che il payback sta causando sul tessuto imprenditoriale locale e, di riflesso, sul corretto funzionamento delle strutture sanitarie regionali e nazionali.

 “Il payback – si legge – obbliga i fornitori, anche per forniture risalenti a dieci anni fa, a restituire somme ingenti, derivanti da sforamenti di budget che non dipendono in alcun modo dalle imprese stesse. Questa impostazione sta conducendo molte aziende verso il rischio di chiusura, soprattutto nelle regioni economicamente più fragili come Abruzzo e Molise, dove il tessuto produttivo si regge quasi interamente su realtà piccole e radicate nel territorio”. 

Asfo Sanità Abruzzo-Molise sottolinea come i budget destinati ai dispositivi medici risultino sottostimati da anni. “A fronte di un fabbisogno reale – si spiega – che supera il 7%, i fondi destinati alla spesa per dispositivi si fermano al 4,4%, creando un divario strutturale che inevitabilmente genera squilibri economici e, quindi, la sistematica richiesta di rientri. In maniera del tutto incomprensibile, questa norma prevede che siano le stesse aziende fornitrici a partecipare alla copertura dei debiti generati dalla pubblica amministrazione. Le imprese del settore rappresentano un presidio fondamentale per gli ospedali: garantiscono continuità nelle forniture, assistenza tecnica attiva 24 ore su 24 e supporto operativo in reparti critici come Terapie Intensive, Pronto Soccorso e Unità
Neonatali. Senza la loro presenza, molti servizi essenziali non potrebbero essere garantiti con la tempestività necessaria. Il rischio, se non si interviene subito, è la mancanza di dispositivi salvavita e la conseguente impossibilità per gli ospedali di mantenere la piena operatività”.

Da qui la richiesta urgente ai parlamentari di prevedere l’esenzione dal payback per le micro e piccole imprese con fatturato fino a 5 milioni di euro e un intervento legislativo urgente che metta fine a una distorsione normativa che rischia di compromettere l’intero sistema sanitario nazionale.

“Il payback – dichiara Ivan Teodoro Pantalone, presidente di Asfo Sanità Abruzzo-Molise – nella sua formulazione attuale, sta condannando alla chiusura imprese che da anni garantiscono supporto essenziale alla sanità pubblica. Ogni giorno lavoriamo al fianco degli operatori sanitari per assicurare dispositivi salvavita, assistenza tecnica e continuità nelle forniture. Chiediamo al Parlamento un atto di responsabilità: proteggere le micro e piccole imprese significa proteggere la salute degli italiani e assicurare che gli ospedali possano continuare a funzionare senza interruzioni. Il nostro appello non è corporativo, ma civile: senza di noi, la sanità italiana non può reggere”.


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